Addio sete: la Sicilia corre verso il superamento totale della siccità

Il mese di gennaio si è chiuso con un bilancio estremamente positivo per il territorio siciliano

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Notizie positive a breve termine per la Sicilia dalreport meteo-climatico mensile del Sias, il Servizio informativo agrometeorologico siciliano. Dopo anni di emergenza, il mese di gennaio segna la svolta decisiva per l’isola: piogge abbondanti e suoli saturi restituiscono linfa vitale ai fiumi e alle riserve idriche, cancellando quasi ovunque lo spettro del deficit pluviometrico.

Una pioggia che vale oro

Il mese di gennaio si è chiuso con un bilancio estremamente positivo per il territorio siciliano. Non si è trattato solo di precipitazioni in linea con le medie stagionali, ma di un vero e propriosurplus idricoche ha permesso di colmare i pesanti vuoti accumulati negli anni precedenti. Il cambiamento più significativo riguarda lo stato fisico del territorio: i suoli hanno finalmente raggiunto la saturazione idrica, permettendo il ritorno dideflussi consistenti nel reticolo idrografico. In altre parole, l’acqua non viene più solo assorbita dalla terra arsa, ma torna a scorrere e a riempire le riserve dell’isola.

I numeri della rinascita

L’analisi degli indici SPI (Standardized Precipitation Index) conferma un miglioramento rapido e generalizzato. L’indice a tre mesi mostra latotale scomparsa di aree in siccità moderata, sostituite da zone in stato di umidità. Ancora più incoraggiante è il dato sugli indici a 24 mesi, che indicano la tendenza al superamento non solo della siccità agricola, ma anche di quellaidrologica, ovvero la carenza strutturale di acqua nelle falde e nei bacini. Restano solo lievi residui di criticità sul versante occidentale dell’Etna, un lontano ricordo della severa siccità del mese precedente.

Le ferite del passato e le sfide del troppo pieno

Nonostante l’ottimismo, il passaggio da un estremo all’altro non è privo di complicazioni. L’abbondanza di pioggia ha causato localmente fenomeni di dissesto idrogeologico e problemi al settore agricolo a causa dell’impraticabilità dei suoli e di allagamenti dovuti a sistemi di scolo talvolta insufficienti.Luigi Pasotti, agronomo specializzato in agrometeorologia e dirige l’Unità operativa di Catania del Sias, spiega che: «Gli eccessi idrici hanno prodotto localmente danni specie alle ortive da pieno campo tipiche del periodo, come il carciofo, e in alcuni casi anche ai seminativi come frumento duro e orzo, con impatti molto variabili in base all’efficienza delle sistemazioni idrauliche e alle reti di scolo delle acque in eccesso. Non un danno generalizzato quindi bensì danni localizzati nelle aree più vulnerabili». Per quanto riguarda le specie arboree, dice l’esperto, lo stress da eccesso idrico interessa soprattutto gli agrumi, dove alla cascola dei frutti causata dai ripetuti eventi di venti impetuosi si è sommata quella legata ai marciumi dei frutti e alo stress fisiologico. «Per ciò che riguarda il rischio di dissesto idrogeologico, frana di Niscemi a parte, finora si segnalano tanti circoscritti fenomeni di dissesto sparsi un po’ su tutto il territorio regionale in contesti di già elevata vulnerabilità. La prevista pausa delle piogge della seconda metà di febbraio lascia sperare che i fenomeni si riducano e non vengano alimentati da ulteriori piogge in eccesso. Ricordiamo – aggiunge – che proprio annate di piogge abbondanti e prolungate sono spesso all’origine dei fenomeni più dannosi, come avvenne nel 2015 per la frana di Scillato». Inoltre, la siccità “a lungo termine” (osservata su un arco di 48 mesi) non è ancora del tutto smaltita: aree come la Piana di Catania e parte del Palermitano mostrano ancora i segni di un deficit storico che necessita di ulteriore tempo per essere riassorbito completamente.

Verso un futuro più azzurro

Il quadro complessivo resta comunque di grande speranza. Il miglioramento è avvenuto con una velocità superiore alle aspettative. In merito alle prospettive future, Pasottiafferma: «Prevediamo che gli indici SPI a 48 mesi aumenteranno ulteriormente con le elaborazioni di fine febbraio, riducendo la siccità idrologica, grazie alle piogge del mese corrente, che sui settori occidentale e tirrenico già in molte aree risultano superiori ai valori normali mensili». L’agrometeorologo spiega che per riassorbire il deficit di lungo periodo del sistema idrologico sarebbe sufficiente avere anche nei prossimi mesi precipitazioni in linea con la norma climatica. «Valutare il recupero delle riserve idriche dei corpi idrici sotterranei non è per nulla facile e non abbiamo molti strumenti per valutare il reale impatto delle piogge su falde che, nel 2024, sono state generalmente sovrasfruttate a causa della siccità, ma in genere la correlazione dei fenomeni con gli indici come l’SPI è buona». Se il mese di febbraio dovesse confermare questa tendenza, l’eredità pesante della siccità 2023-2024 potrebbe essere definitivamente annullata, consolidando una sicurezza idrica che solo pochi mesi fa sembrava un miraggio.

Mario Catalano

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