Sicurezza nei luoghi di lavoro. Asaro, Inail Sicilia: «Maggiore concertazione tra gli attori. Monitorare l’apertura delle nuove aziende».

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Superano le 38mila le prestazioni per “prime cure” erogate in favore di lavoratrici e lavoratori infortunati sul lavoro residenti in Sicilia, 1.636 lavoratori regolarizzati grazie alla vigilanza ispettiva dell’Inail e oltre 37 milioni di euro stanziati con il bando ISI in favore delle imprese siciliane e destinati ad aumentare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro. Questi alcuni dei numeri del rapporto Inail Sicilia cheGiovanni Asaro, direttore regionale dell’Istituto, ha presentato oggi all’Auditorium della Rai di Palermo alla presenza dei vertici delle istituzioni presenti in Sicilia e della direttrice della sede Rai,Roberta De Cicco.

Una sala piena, quella dell’Auditorium. Soprattutto di ragazzi, coinvolti nell’ottica di un moderno sistema di prevenzione. Quello del coinvolgimento diretto di quelli che saranno i lavoratori del futuro.

L’incontro, organizzato dalla Direzione regionale Inail Sicilia in collaborazione con la sede regionale Rai per la Sicilia, ha visto protagonisti gli studenti degli Istituti superiori della Sicilia che hanno dialogato conMarco PatucchieBruno Giordano(in collegamento da remoto), autori del libro “Operaicidio”, Marlin Editore e hanno assistito alla proiezione del docufilm “Articolo 1”, ispirato al libro, per la registaLuca Bianchini, prodotto dalla Rai e da Alveare Cinema. Il mondo della scuola è diventato protagonista grazie agli studenti dell’Istituto tecnico tecnologico “Ettore Majorana” di Milazzo che hanno presentato una start-up, da loro realizzata e premiata ad un evento patrocinato da Inail Sicilia, per la creazione di un bracciale indossabile e capace di fornire, in caso di infortunio, informazioni essenziali ai soccorritori per il primo soccorso, con una semplice scansione da qualsiasi dispositivo.

Durante la giornata è stato presentato agli studenti il concorso nazionale per le scuole “Salute e sicurezza… insieme! La prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro si imparano a scuola” indetto dal “Ministero del lavoro e delle Politiche sociali e dal Ministero dell’istruzione e del merito” in collaborazione con l’Inail che si rivolge agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dei percorsi IeFP (Istruzione e formazione professionale). Inserita nel quadro delle politiche di promozione della cultura della prevenzione, l’iniziativa si rivolge agli studenti attraverso un contest che prevede la realizzazione da parte degli studenti di cortometraggi, fumetti, rappresentazioni grafiche o canore, reel e spot, ma anche proposte per rendere più moderni i dispositivi di protezione individuale (dpi) o per iniziative di sensibilizzazione.

Il commento di Giovanni Asaro, direttore regionale dell’Istituto

«In Sicilia– ha dichiaratoGiovanni Asarocome Inail abbiamo 15 ispettori». Un numero risibile rispetto alla quantità di aziende da monitorare. La Regione Siciliana, grazie alloStatuto Speciale del 1946 (artt. 14 e 17), possiedecompetenza esclusivain varie materie, tra cui:lavoro e legislazione sociale,organizzazione degli uffici regionalirtutela sul luogo di lavoro (in parte).Questo,però,non significa che la legge nazionale non valga in Sicilia.Significa chele funzioni di ispezione e vigilanza sono svolte da strutture regionali, non da quelle statali. La Sicilia, quindi, non ha ispettori “nazionali”, maispettori regionali, assunti e gestiti dalla Regione. Questo, nel tempo, ha portato a una serie di discrasie. Come le carenze di personale, sovrapposizioni con ASP o INAIL sulla sicurezza e, in alcuni casi, anche difficoltà di coordinamento con Carabinieri e Guardia di Finanza. «In Sicilia– ci ha dichiarato Asaro –abbiamo l’IspettoratoRegionaledel Lavoro, che ha una sua specificità.Ma tutti, compresa Inail, soffriamo a causa del blocco assunzionale che, ormai da quasi decennio, ventennio colpisce la pubblica amministrazione. Consideri che noi siamo passatida 14mila dipendenti a 8miladipendenti. E abbiamo aumentato quelle che sono le nostre competenze. È chiaro che fare la nostra parte è quasi impossibile, pur avendo un sistema informatico sicuramente evoluto, migliorativo, che ci consente di fare tante altre cose, ma ci vuole comunque sempre l’uomo dietro. Perché queste tematiche, questo tipo di tutele, di prestazione, di organizzazione di servizi, dobbiamo farle con umanità. E con la vicinanza nei confronti di questi soggetti enon può essere fatto dalla macchina.Deve essere fatto dall’uomo». E poi è necessario fare i conti con illavoro in nero. «Innanzitutto– prosegue Asaro –noi abbiamo una percentuale di accessi ispettivi, che vengono realizzati da parte dell’Istituto, che comportanopoi una contestazione alle aziende particolarmente alta(al 31 ottobre 2025, controllati 1636 lavoratori e accertati 40 lavoratori in nero, ndr).Questo perché abbiamo una capacità difiltrare i controlliche devono essere avviati. Questa è una modalità che, in qualche modo,dovrebbe essere condivisa anche da altri colpi ispettivi, e non sempre accade. Però, ad esempio, l’Inps è attrezzata in questo senso e opera così». «Noi abbiamo questa potenzialitàprosegue Asaro –ma, ovviamente, le collaborazioni aiutano. Vanno però, in qualche modo, alimentate non solo da normative. Vanno alimentate anche dai rapporti e da accordi che a livello territoriale possono essere realizzati». Il problema dei controlli ispettivi non riguarda solo le aziende già in attività da diversi anni.Maanche, nota dolente, quelle di nuova apertura che, in Sicilia, tradal 2022aoggi sonostateoltre 35.000. «Il controllo delle nuove aziende– ci ha spiegato Asaro –è un aspetto su cui bisognaconcentrare l’attenzione. Spesso chi apre un’azienda, a mio avviso, dovrebbe essere in qualche modoformato e responsabilizzato. Non si può più sopportare in un paese civile il fatto che si apra un’azienda senza avere nessun tipo di connessione né a livello organizzativo né a livello di quelle che sono le norme sulla sicurezza. È pur vero che col tempo c’è una sorta di cancellazione, perché la competitività fa anche questo, di piccole aziende che non sono in grado di sopportare un mercato che diventa sempre più complicato.Le grandi aziende sono attrezzate, le piccole e piccolissime aziende un po’ meno». «È assolutamente necessario– conclude Asaro –che venga effettuato questo tipo diattività preventiva, di formazione e di accreditamento delle competenzeanche in materia di sicurezza sul lavoro peroperare sul mercato. La nostra capacità, assieme a quella dell’Associazionesettorialeo dell’Associazione Sindacale, deve essere quella di intercettare queste piccole aziende e accompagnarle in un percorso diformazione attiva.Solo così si può fare».

I dati contenuti nel rapporto Inail

Lieve incremento del fenomeno infortunistico in Sicilia.I dati rilevati nell’Isola nei primi dieci mesi del 2025, al netto degli infortuni occorsi agli studenti, fanno registrare un lieve aumento di infortuni in occasione di lavoro presentati all’Inail (+2,8%, da 19.390 a 19.937) superiore all’incremento avvenuto in ambito nazionale pari a +0,7% (432.950 gli eventi registrati al 31 ottobre 2025 in tutta Italia, rispetto ai 429.916 dello stesso periodo del 2024). Le denunce presentate all’Inail, nei primi dieci mesi del 2025, per infortuni occorsi a studenti in Sicilia sono state 2.722, in calo del 1,9% rispetto al dato di ottobre 2024 (n. 2.776 denunce).

Infortuni sul lavoro mortali, 77 denunce nei primi dieci mesi del 2025. In Sicilia, nei primi dieci mesi del 2025, si registrano 77 denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale, a fronte delle 71 presentate nello stesso periodo del 2024 (+8,4%). In Italia, sempre nello stesso periodo, si sono registrate 896 denunce di infortunio con esito mortale rispetto alle 890 registrate nello stesso periodo del 2024.

Malattie professionali, Messina la provincia con il più alto numero di malattie professionali denunciate nell’Isola.Le denunce di malattia professionale presentate in Sicilia sono state, al 31 ottobre 2025, 1.381 con un incremento del +8,4% rispetto a quelle presentate nello stesso periodo del 2024 (pari a 1.274). Il 22% delle denunce di malattia professionale presentate in Sicilia riguardano la provincia di Messina.

Vigilanza ispettiva Inail, regolarizzati 1636 lavoratori. Passando all’analisi dei dati della vigilanza ispettiva dell’Inail in Sicilia, nell’intero 2024, sono state controllate 568 aziende di cui 472 (l’83,10%) sono risultate irregolari con 54 lavoratori in nero. Il dato è 2,11 punti percentuali al di sotto del valore nazionale (85,21%). Ad ottobre 2025, a fronte di 406 aziende ispezionate, sono risultate 376 quelle irregolari. Si precisa che l’attività di vigilanza dell’Istituto si concentra, attraverso un’attenta attività di “business intelligence”che permette un’analisi preventiva di diversi indicatori, su aziende che mostrano potenziali elementi di irregolarità. Grazie all’attività ispettiva sono stati regolarizzati, al 31 ottobre 2025, 1636 lavoratori e sono stati accertati 40 lavoratori in nero. L’attività di vigilanza ha permesso, inoltre, l’accertamento di 6,8 milioni di euro di premi omessi.

In Sicilia assicurate oltre 35000 nuove aziende.Nel 2024 il portafoglio aziende è risultato di 215.451 unità e le Pat (posizioni assicurative territoriali) in portafoglio sono risultate di 255.253, costituendo il 6,95% del totale nazionale. Il dato è in leggero aumento rispetto ai due anni precedenti (+1,16% rispetto al 2022, +1,02% rispetto al 2023) in linea con il dato rilevato a livello nazionale. Un dato positivo si registra per le nuove iscrizioni, cioè quante nuove aziende sono nate in Sicilia. Il dato aggregato indica che, dal 2022 ad ottobre 2025, sono nate oltre 35.000 aziende, sempre intese come soggetti assicuranti. La gestione tariffaria con il maggior numero di posizioni assicurative di nuova apertura nel 2024 è il Terziario che con 8.912 nuove Pat copre circa il 60% del totale. Seguono poi l’Artigianato con il 24% e solo il 16% sono le posizioni della gestione tariffaria Industria.

Roberto Greco

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