Uno sportello d’ascolto aperto a donne, minori e adulti di ogni età, al confine fra l’Acquasanta e l’Arenella; “Il Sorriso di Sara”, questo il nome del centro di ascolto che l’associazione Millecolori gestirà nel bene confiscato di all’Acquasanta, affidato dal Comune di Palermo al Consorzio Network dei Talenti.
Il lavoro sarà anzitutto di prevenzione, sulla violenza contro le donne e sull’affettività, per mettere le persone in condizione di riconoscere i segnali prima che una situazione degeneri o per aiutarle a uscirne. Lo sportello funzionerà in collegamento con il Centro antiviolenza Elia Pipitone, gestito dalla stessa associazione: «Qui accoglieremo le domande e poi seguiremo eventualmente i casi direttamente al centro», spiega Adriana Argento, responsabile del centro antiviolenza.
Il bene confiscato si trova sul confine fra due quartieri, e lo sportello nasce per intercettare bisogni che nella zona restano spesso senza risposta. Accanto all’accoglienza ci saranno orientamento al lavoro e attività laboratoriali.
Il nome viene dalla memoria di Sara Campanella, la studentessa siciliana uccisa nel 2025, la cui associazione fa parte della rete costruita attorno al protocollo d’intesa da cui il progetto è nato. «Il sorriso è una caratteristica di Sara», dice Argento: ricordarla serve anche a far conoscere una forma di violenza che non nasce da una relazione fra la vittima e chi la esercita, e che proprio per questo è più difficile da riconoscere in tempo.
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Andrea Maria Rapisarda Mattarella