Vivere, studiare o lavorare in Europa dovrebbe significare muoversi in uno spazio senza confini, dove gestire i propri risparmi, è un gesto naturale e privo di ostacoli proprio grazie all’Iban. Eppure, nel Bel Paese, basta un prefisso bancario diverso da quello nazionale per veder saltare un bonifico, vedersi rifiutare l’accredito dello stipendio o non riuscire a pagare la bolletta della luce. Una barriera silenziosa e radicata, nota come discriminazione dell’Iban, che continua a calpestare i diritti dei consumatori nonostante le regole comunitarie parlino chiaro da anni. Per denunciare questa anomalia, “Altroconsumo” e “Satispay” hanno portato il caso direttamente nel cuore delle istituzioni, presentando alla Camera dei deputati i dati di una battaglia civica che ha già raccolto circa milleduecento firme e oltre cento segnalazioni dettagliate di cittadini bloccati da un sistema ancora troppo provinciale.
Un diritto sulla carta che si scontra con la realtà
La teoria alla base del sistema Sepa è limpida. Un cittadino europeo dovrebbe poter utilizzare un unico conto corrente in euro per operare in qualsiasi Paese membro, senza l’obbligo di aprirne uno nazionale in ogni Stato. Lo stabilisce l’articolo 9 del Regolamento europeo, secondo cui un Iban tedesco, francese, lituano o lussemburghese deve essere accettato esattamente come uno italiano. La pratica quotidiana, tuttavia, racconta un’altra storia. Aziende energetiche, compagnie telefoniche, università, banche e persino enti pubblici continuano a respingere codici esteri, con una concentrazione particolarmente alta per quelli emessi in Lussemburgo e Lituania.
Quando il sistema rifiuta un conto estero, le alternative a cui il cittadino viene costretto sono tutt’altro che al passo con i tempi. Spesso si è obbligati ad aprire un secondo conto in Italia solo per fare quadrare i conti, oppure a mantenere attivi rapporti bancari che si sarebbero voluti chiudere. Altre volte si finisce per ripiegare sui vecchi bollettini cartacei o, nei casi limite, si è costretti a cambiare fornitore. Dietro a molte di queste disfunzioni si nasconde l’uso del Seda, uno standard opzionale italiano pensato per semplificare le domiciliazioni delle aziende, ma che nei fatti si trasforma in un muro di gomma contro i circuiti internazionali.
L’appello alle istituzioni e la richiesta di sanzioni vere
Durante il vertice tenuto nella Sala Stampa della Camera, i toni dei promotori sono stati netti. Per Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di “Altroconsumo”, non si tratta di semplici incidenti di percorso, bensì di una criticità di sistema: «La varietà e la ricorrenza dei casi segnalati evidenziano che non si tratta di episodi isolati, ma di una criticità sistemica che rischia di limitare la concorrenza nel mercato dei pagamenti. La libertà di scegliere il proprio conto è un diritto garantito dalle norme europee, ma ancora oggi viene ostacolato da procedure obsolete e da sistemi informatici che non dialogano con il mercato unico». Proprio per questo, “Altroconsumo” ha chiesto alle istituzioni di intervenire con «interventi rapidi e sanzioni effettivamente dissuasive».
Un concetto ribadito con forza anche da Alberto Dalmasso, Founder e CEO di “Satispay”, il quale ha ricordato come l’esclusione degli Iban stranieri colpisca i principi fondanti dell’Unione: «L’Iban discrimination viola tre delle quattro libertà fondamentali dei trattati comunitari, tra cui quella di muoversi e stabilirsi liberamente in Europa. In un Paese e in un mercato che necessitano di educazione al risparmio, alla previdenza e all’investimento, dobbiamo offrire alle imprese e ai cittadini gli strumenti per la libera circolazione delle persone e del proprio denaro, e non possiamo accettare che sia un prefisso nazionale a bloccare un semplice bonifico». Nel frattempo, le denunce raccolte dall’indagine sono già arrivate sui tavoli di Banca d’Italia e dell’Antitrust, mentre l’associazione dei consumatori continua a raccogliere segnalazioni online per abbattere, una volta per tutte, le dogane digitali che frenano i cittadini.
Sonia Sabatino