Sta proseguendo con l’interesse di appassionati e visitatori la mostra fotografica “Tra un istante e l’altro” di Massimiliano Ferro, ospitata nella sede dell’Associazione Siciliana della Stampa ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.
Inaugurata lo scorso 12 giugno, l’esposizione continuerà per un mese e propone un viaggio tra immagini che raccontano il quotidiano attraverso persone, luoghi e istanti capaci di trasformarsi in vere e proprie storie. La mostra è visitabile dal martedì al sabato, dalle ore 9.00 alle 13.00, nei locali di Assostampa Sicilia in via Paolo Gili 4.
All’inaugurazione sono intervenuti il giornalista e autore fotografico Giovanni Franco, che ne ha curato la presentazione, il presidente dell’INPGI Roberto Ginex e il segretario regionale di Assostampa Giuseppe Rizzuto.
Nel suo intervento, Franco ha accompagnato il pubblico nella lettura delle opere di Massimiliano Ferro, soffermandosi sugli elementi che caratterizzano il suo modo di fotografare e di raccontare la realtà.
Chi è Massimiliano Ferro
Fotografo professionista nato a Palermo, Massimiliano Ferro scopre la passione per la fotografia fin da bambino, quando il padre gli regala una Zenith, la sua prima macchina fotografica. Da quel momento inizia un percorso che lo porta dalla fotografia cerimoniale alla street photography, fino a dedicarsi soprattutto alla fotografia documentaria e sociale, con cui racconta volti, gesti e scene di vita quotidiana attraverso uno sguardo attento e partecipe. Ispirato alla tradizione della fotografia umanista e ai grandi maestri della street photography, Ferro ha costruito negli anni una ricerca personale incentrata sulla memoria, sull’identità e sul rapporto tra l’uomo e il suo ambiente. Le sue immagini non si limitano a documentare la realtà, ma cercano di coglierne il significato più profondo, mettendo al centro la dimensione umana. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose mostre collettive e personali e ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il titolo di “Artista da Museo” nel 2017 nell’ambito della collettiva Eccellenze Museali al Museo Sciortino di Monreale, il Premio Internazionale Berlino per una fotografia di strada entrata nella collezione privata dell’Archivio artistico di Villa Cavallini, il Premio Internazionale “Città di New York” per la fotografia Teatro Andromeda e il riconoscimento di Ambasciatore della Fotografia Italiana in Cina durante l’International Art Photography Festival di Lishui. Tra le sue esposizioni più significative figurano “Oltre l’Indifferenza” (Palermo, 2019), “Uomini e Mare” dedicata al mondo dei pescatori, “Volti di Passione” ospitata a Palazzo Jung, “Just a Moment” (2020), “In Rosso” all’Archivio Storico Comunale di Palermo (2023), “Sicilia in Festa: Gusti, Colori e Tradizioni” (2025), fino a “ITINERARIUM“, allestita al Museo delle Confraternite di Enna tra il 2025 e il 2026. Accanto all’attività espositiva, Massimiliano Ferro è autore di volumi dedicati alla fotografia. Nel 2021 ha pubblicato “Volti di Palermo” (Edizioni Ex Libris), una raccolta di ritratti che racconta la città attraverso i suoi protagonisti, mentre nel 2022 è uscito “Se son foto fioriranno. Vita, pensieri e distonie di un fotografo“, un libro autobiografico nel quale riflette sul proprio percorso umano e artistico. La fotografia di Massimiliano Ferro si distingue per la capacità di unire racconto e partecipazione. Attraverso l’uso della luce, del colore e del bianco e nero costruisce immagini che invitano l’osservatore non soltanto a guardare, ma a riconoscersi nelle storie raccontate, completandole con la propria esperienza e sensibilità. Questo approccio emerge anche nella mostra “Tra un istante e l’altro”, dove ogni fotografia diventa un frammento di memoria e di vita quotidiana.
Tra un istante e l’altro: il commento di Giovanni Franco sulla mostra di Massimiliano Ferro
«Se vi aspettate fotografie di denuncia sociale, di luoghi degradati, di cortei di protesta, di fatti di cronaca nera o di disastri ambientali, allora non venite alla mostra di Massimiliano Ferro. Le sue immagini sono racconti di una quotidianità mai banale, di momenti di festa, di donne, uomini, bambini e animali che recitano sul palcoscenico della vita in una corale sinfonia. Da ogni scatto potrebbe nascere la sceneggiatura di un film e le sue fotografie non sono inni al dolore, ma alla joie de vivre. Mi piace definirle delle vere e proprie comfort photo. Ogni fotografia rimanda a ricordi e suscita stupore. Roland Barthes, ne La camera chiara, distingueva tra studium, cioè ciò che vediamo nell’immagine, e punctum, quel dettaglio capace di colpire e lasciare un segno nell’animo di chi osserva. Ebbene, nelle fotografie di Ferro il punctum è sempre presente. Per questo consiglio di soffermarsi su ogni immagine, perché sono proprio i particolari a costruire la narrazione delle sue istantanee. Ogni fotografo ha una propria identità, ma se dovessi accostare Massimiliano Ferro a un grande autore penserei subito a Enzo Sellerio. Come il maestro palermitano, sa utilizzare con naturalezza ironia e sarcasmo. Cresciuto con la pellicola e poi passato al digitale, Ferro non si atteggia ad artista: è un attento reporter della realtà, capace di trasformare ciò che osserva in autentici racconti fotografici. Lo stesso Ferro definisce le sue immagini come “frammenti di tempo raccolti lungo città, paesi, strade e momenti nascosti nel quotidiano”, un viaggio nel quale la fotografia diventa una bussola emotiva e un invito a rallentare, per ascoltare ciò che luoghi, persone, luci e ombre hanno da raccontare. Non credo sia esagerato affermare che, se tra mille anni un archeologo volesse conoscere il nostro tempo, potrebbe affidarsi anche alle fotografie di Massimiliano Ferro. Sono racconti di strada restituiti con grande sensibilità, sia nel bianco e nero sia nel colore. Del resto, come ricordava Elliott Erwitt, “il punto fondamentale è scattare la foto in modo che poi non ci sia bisogno di spiegarla con le parole”.»
Dorotea Rizzo
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