Il TAR del Lazio ha respinto le due istanze cautelari presentate dalla Trapani Shark contro i provvedimenti della FIP che avevano sancito l’esclusione del club dalla Serie A 2025/26 e la revoca dell’affiliazione federale.
Con le ordinanze n. 04629/2026 e n. 04632/2026, la Prima Sezione Ter ha quindi negato la sospensiva richiesta dalla società di Valerio Antonini, confermando, almeno in questa fase, l’efficacia dei provvedimenti adottati dal Consiglio federale il 16 luglio.
Respinte le richieste cautelari
Secondo il TAR non sussistono, allo stato attuale, i presupposti per accogliere la richiesta di sospensione d’urgenza. I giudici hanno dunque respinto le istanze cautelari, lasciando invariata la situazione del club granata.
La decisione non chiude però definitivamente la vicenda. La Trapani Shark potrà infatti impugnare le ordinanze davanti al Consiglio di Stato, mentre il TAR dovrà successivamente pronunciarsi anche sul merito dei ricorsi.
Al momento, però, l’effetto pratico resta chiaro: la Trapani Shark è fuori dalla Serie A e non è affiliata alla FIP.
Antonini: “Contro un nemico che non può perdere”
Durissima la reazione di Valerio Antonini, che ha commentato la decisione del TAR attraverso i propri canali.
“Se un giudice di un tribunale amministrativo, al cui interno siedono altri giudici che fanno o hanno fatto parte della giustizia sportiva, pubblica motivazioni di questo tipo, significa che siamo di fronte ad un nemico che non può perdere e non ti permetterà mai di giocare ad armi pari. Sconvolgente, peggio delle motivazioni dei tribunali federali.”
Il presidente granata ha poi contestato diversi aspetti alla base del provvedimento. In merito alla questione relativa al titolo e alla ragione sociale, Antonini ha sostenuto che la richiesta subordinata di iscrizione alla Serie A2 fosse valida, con l’impegno della società a trasformarsi in S.r.l. in caso di riammissione al massimo campionato.
Il patron granata ha inoltre respinto le contestazioni relative all’organico schierato dalla squadra, negando l’ipotesi di una “squadra cuscinetto”. Secondo Antonini, atleti e staff erano conformi alle normative e autorizzati a scendere in campo, evidenziando inoltre come in situazioni di difficoltà economica diverse società abbiano fatto ricorso anche ai propri settori giovanili per completare la stagione.
Infine, il presidente ha contestato anche le sanzioni ricevute e l’esclusione del principio del ne bis in idem, sostenendo che si tratterebbe di un’unica condotta prolungata nel tempo e non di violazioni autonome e distinte.
Trapani Shark, verso il Consiglio di Stato
Antonini non ha comunque intenzione di fermarsi e la Trapani Shark è pronta a proseguire la propria battaglia legale davanti al Consiglio di Stato.
Nonostante l’amarezza per una decisione definita “una porcata che non sta in piedi neanche con la colla, a certi livelli”, il presidente granata ha confermato la volontà di contestare le motivazioni dell’ordinanza.
“Sono sconvolto”, ha concluso il presidente granata. “E ora, cosa aspettarsi dal Consiglio di Stato, dove ovviamente si andrà a contestare queste motivazioni deliranti?”.
La vicenda giudiziaria della Trapani Shark, dunque, non è ancora conclusa.
Roberta Mannino
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