Sono tre le persone decedute sul proprio posto di lavoro in Sicilia, nel giro di appena due giorni. Questa terribile catena di incidenti è iniziata il primo settembre a Bivona (Agrigento), dove ha perso la vita l’imprenditore edile Salvino Pullara, di 53 anni, travolto dal crollo improvviso di un muro. L’uomo stava eseguendo alcuni lavori all’interno di un’abitazione in contrada Santa Margherita, insieme al figlio di 24 anni. L’intervento sarebbe stato effettuato per conto del proprietario dell’immobile. Nel crollo è rimasto ferito anche il 24enne, che è stato trasportato subito al Pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento. I vigili del fuoco e i carabinieri si sono occupati degli accertamenti utili per ricostruire la dinamica dell’incidente e chiarire le cause del cedimento del muro.
Malore al cimitero: sotto accusa il rischio caldo
Sempre lo stesso giorno, al cimitero dei Rotoli di Palermo è morto un operaio 62enne della “Reset”, società partecipata del Comune, mentre era a lavoro all’interno dell’area cimiteriale. La vittima è Giovanni Faia. L’uomo sarebbe stato colto da un malore improvviso mentre stava lavorando a uno spurgo all’interno di una tomba. A prestare i primi soccorsi sono stati gli stessi colleghi dell’operaio, che hanno immediatamente chiesto l’intervento del personale sanitario. Sul posto è arrivato il 118, i cui operatori hanno tentato a lungo di rianimare il 62enne. Per l’uomo, però, non c’è stato nulla da fare. Per chiarire le circostanze della morte è intervenuto il medico legale ed è stata disposta l’autopsia, con l’obiettivo di appurare se Faia stesse operando in condizioni di sicurezza, a partire dal divieto di lavoro nelle ore più calde della giornata.
Gestione del rischio termico
Per Giovanni Pistorio, dirigente della Fillea Cgil, la gestione del rischio termico in Sicilia continua a presentare gravi criticità, a partire dalla difficoltà di rilevare in modo puntuale le temperature sul territorio. «Quando mi si dice che in quel posto la temperatura era elevata, rispondo che non possiamo saperlo perché mancano le centraline di segnalazione» spiega Pistorio ricordando al contempo il confronto avviato circa tre anni fa con la Regione, poi arenatosi per l’assenza delle parti datoriali. Proprio per sollevare la questione il sindacalista ha successivamente organizzato una colorita iniziativa della Fillea: «Camminavo in giro per la Sicilia col termometro in mano in giro per misurare la temperatura punto per punto – racconta – in quella che divenne una provocazione ribattezzata “Schifani Tour”». Da quella mobilitazione arrivò poi l’ordinanza regionale, che secondo il sindacalista avrebbe potuto rappresentare uno strumento importante anche per coinvolgere i Comuni e attivare sul territorio task force, vigili urbani e altri strumenti di controllo. Il primo anno, racconta, che una ventina di amministrazioni si mossero in questa direzione, poi non ne ebbe più contezza.
Tragedia a Ciminna, operaio muore nel ribaltamento
Intanto, il 2 settembre un altro operaio è deceduto in un’azienda agricola a Ciminna, nel Palermitano. La vittima è Camara Dramane, di 30 anni e originario del Gambia. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava a bordo di un mezzo agricolo quando, per cause ancora da accertare, il veicolo si è ribaltato. Nell’incidente l’operaio ha riportato una grave ferita al collo, che non gli ha lasciato scampo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma per il 30enne non c’è stato nulla da fare. I soccorritori hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Intervenuti anche i carabinieri e l’Asp di Palermo per ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. «Io sono imbufalito per quello che sta succedendo in Sicilia», afferma ancora Pistorio denunciando la distanza tra le misure adottate per proteggere il turismo nelle ore più calde e quelle destinate a tutelare chi lavora. «Quanto vale la vita umana?» si chiede, infine, il sindacalista.
Sonia Sabatino