Turismo in Sicilia: Pietro Di Rosa svela le nuove rotte tra sostenibilità, tour notturni e il fascino del Val di Noto

Dalla crescita dei tour serali alla necessità di migliorare le infrastrutture, emerge il ritratto di un'isola che cerca un equilibrio tra il mito di Montalbano e un futuro ecosostenibile

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Il turismo in Sicilia sta cambiando pelle, spinto dalla necessità di adattarsi a un clima sempre più rovente e a nuove esigenze di sostenibilità: la vera notizia è la metamorfosi degli orari e dei modi di fruizione dei beni culturali. «Oggi la tendenza è il “Full Day – By Night”: ci chiedono tour che iniziano alle 17 e si concludono a mezzanotte, perché i 40 gradi del giorno non aiutano più i visitatori», spiega Pietro Di Rosa, presidente dell’associazione guide turistiche di Ragusa, delineando una strategia che punta a spalmare i flussi durante tutto l’anno per garantire un’esperienza autentica e vivibile.

Addio al sole cocente: la rivoluzione dei tour notturni e all’alba

Il cambiamento climatico non è più un’ipotesi teorica, ma un fattore determinante che sta riscrivendo l’agenda delle vacanze nell’isola. Se fino a un decennio fa le visite guidate si concentravano nella fascia mattutina, oggi la realtà è diversa. Le alte temperature estive hanno spinto guide turistiche e visitatori a cercare refrigerio nelle ore serali o, in alcuni casi, nelle primissime luci del mattino. Pietro Di Rosa racconta con chiarezza questo passaggio: «Visto il buon mare e le alte temperature, si tende a fare i “by night”. Questa tendenza non riguarda solo il ragusano, ma coinvolge siti iconici come la Valle dei Templi di Agrigento, dove i tour all’alba e in notturna creano un’aura magica e sensazioni uniche. Per Di Rosa, la programmazione deve ormai tenere conto di questo “muro” dei 40 gradi: «Quando calendarizziamo gli eventi, non li mettiamo mai prima delle 18.30».

Overtourism? In Sicilia è una questione di calendario

Mentre molte città d’arte italiane soffocano sotto il peso del turismo di massa, nel sud-est siciliano il fenomeno dell’overtourism appare più circoscritto e gestibile, a patto di una programmazione oculata. Secondo il presidente dell’associazione guide, il sovraffollamento non è una costante, ma si manifesta in precisi periodi dell’anno, legati a target specifici di visitatori. «L’overtourism lo abbiamo pochi mesi l’anno: principalmente ad aprile e maggio con il turismo scolastico, e poi a settembre e ottobre con i tour della terza età», osserva. La strategia per contrastare questi picchi risiede nel dialogo costante con i tour operator e le agenzie per “spalmare il turismo su tutto l’anno”. Un segnale positivo arriva già dalle scuole, che iniziano a preferire l’autunno per le gite, approfittando di prezziari più vantaggiosi e di una minore congestione dei siti. In questo contesto, eventi di grande richiamo come le rappresentazioni classiche al Teatro greco di Siracusa rimangono un traino fondamentale per l’intera Sicilia orientale tra maggio e giugno.

Il podio dei visitatori: dal mito di Montalbano al fascino internazionale

Chi sono i turisti che oggi scelgono di esplorare il Barocco del Val di Noto? La classifica vede in testa gli italiani, ma il richiamo internazionale è forte e consolidato. Se Ragusa Ibla si conferma la “regina” della provincia per capacità di attrazione, seguita a ruota da Modica e Scicli, gran parte del merito va ancora a un fenomeno televisivo che sembra non tramontare mai. «C’è ancora il traino del fenomeno Montalbano che, grazie a Dio, funziona ancora, anche se è calato rispetto al passato», ammette Di Rosa. Oltre ai connazionali, il podio delle presenze è occupato dagli anglosassoni (inglesi e americani) e dagli spagnoli. Il target sta inoltre cambiando: non più solo grandi pullman, ma molti piccoli gruppi familiari o individuali che cercano un rapporto più intimo e diretto con il territorio. Anche le mini-crociere di alto livello che approdano a Pozzallo stanno portando un bacino di utenza di qualità, così come l’apertura di nuove strutture ricettive d’eccellenza che stanno rivalutando zone precedentemente meno battute.

Infrastrutture e servizi: il tallone d’Achille del Sud

Nonostante la bellezza paesaggistica e architettonica, il turismo in Sicilia deve fare i conti con lacune strutturali storiche che frenano la competitività della regione. Pietro Di Rosa non usa giri di parole per descrivere le difficoltà logistiche che le guide e i visitatori affrontano quotidianamente, identificando nelle strade la mancanza più grave: «La lacuna maggiore è dal punto di vista infrastrutturale: non abbiamo un’autostrada che permetta di fare il periplo dell’isola nella parte meridionale», denuncia il presidente, sottolineando come questo impatti pesantemente sulle tempistiche dei tour. Ma i problemi non sono solo stradali: anche la carenza di servizi igienici dignitosi nelle zone vicine i pullman, come accade a Siracusa, rappresenta un punto di debolezza. Per Di Rosa, è fondamentale investire in zone di sosta sicure e idonee, specialmente per città “bomboniera” come Ragusa Ibla, caratterizzate da strade strette e geografia complessa.

Il futuro è green: golf car ed e-bike tra i vicoli barocchi

Per rispondere alle sfide della sostenibilità e dell’accessibilità, il comparto sta investendo in soluzioni innovative che permettano di scoprire il territorio senza aggredirlo. La mobilità dolce sta diventando un alleato prezioso per superare le barriere architettoniche naturali delle città siciliane, famose per le loro scenografiche ma faticose scalinate. Di Rosa guarda con favore a queste novità: «Si sta attivando un percorso con golf car elettriche ed e-bike per permettere di visitare Modica, Scicli e Ragusa con un occhio diverso, evitando le fatiche delle scalinate». Queste politiche di turismo sostenibile non solo migliorano l’esperienza per chi ha difficoltà motorie, ma aggiungono un tocco di modernità ed ecologia che è molto apprezzato dai viaggiatori contemporanei. L’obiettivo è creare un indotto in cui strutture ricettive, ristoranti e aziende agricole collaborino per offrire esperienze complete e rispettose dell’ambiente.

La battaglia delle guide: professionalità contro abusivismo

Un tema particolarmente caro a Pietro Di Rosa è la tutela della professione di guida turistica, messa a rischio da pratiche scorrette e da una legislazione in mutamento. L’associazione di Ragusa, che conta circa cinquanta soci, si batte per il riconoscimento della competenza territoriale in un mercato sempre più deregolamentato. Il presidente punta il dito contro l’abusivismo, alimentato da: «Agenzie che affidano i gruppi a persone non abilitate che lavorano in nero». Di Rosa rivendica l’importanza di essere iscritti agli elenchi nazionali e di operare nella legalità fiscale, ma esprime anche perplessità sulla nuova legge nazionale che permette a una guida abilitata in una regione di operare ovunque. «Secondo me, se vuoi visitare un territorio, devi prendere una guida locale – afferma – è inutile prendere una guida del Lazio per visitare la Sicilia». Per Di Rosa, la conoscenza profonda delle tradizioni e delle sfumature di un luogo è un valore aggiunto che nessuna abilitazione generica può sostituire.

Mario Catalano