Veleggiata antiracket: si parte da Sferracavallo (VIDEO)

Nel giorno del trentacinquesimo anniversario dell’omicidio di Libero Grassi, Addiopizzo e la Lega Navale Italiana spostano nella borgata colpita dalle intimidazioni la veleggiata con i bambini della Kalsa.

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Sono partite da Sferracavallo, la borgata in cui negli ultimi mesi si sono concentrate intimidazioni e richieste estorsive, le imbarcazioni della veleggiata “Vela per l’inclusione sociale” con cui Addiopizzo ricorda ogni 29 agosto Libero Grassi: a bordo, insieme ai soci della Lega Navale Italiana, le bambine e i bambini della Kalsa seguiti dagli educatori dell’associazione. Negli anni precedenti si salpava dal Porto della Cala.

«Quest’anno abbiamo scelto di partire da Sferracavallo per dare un segnale», spiega Noemi Di Franco, educatrice di Addiopizzo che si occupa delle attività di inclusione sociale. Il segnale di essere vicini con la propria presenza a quanti della borgata marinara hanno subito intimidazioni e denunciato negli ultimi mesi.

L’appuntamento si rinnova ogni anno nella data dell’omicidio e nasce da un dettaglio biografico, perché andare in barca era una delle passioni dell’imprenditore. Attraverso un’attività ludica, osserva Di Franco, i ragazzi della Kalsa e della Magione arrivano a conoscere la storia di Grassi e del suo sacrificio, all’interno delle attività di educativa territoriale che l’associazione svolge nel quartiere. Si tratta, infatti, di minori ad alto rischio di dispersione scolastica e di devianza e proprio da loro, dice l’educatrice, si vuole partire per credere in un cambiamento possibile.

«Ci troviamo a Sferracavallo perché da qui parte una veleggiata con delle barche a vela che furono di proprietà dei mafiosi e ora vengono utilizzate da Addiopizzo per educare al mare», racconta Davide Grassi, figlio dell’imprenditore, spiegando come ai bambini «occorre insegnare che esiste una vita migliore di quella insegnata dai mafiosi».

Il doppio movente lo conferma Nicola Vitello, presidente della Lega Navale Italiana di Palermo, che da anni porta avanti la veleggiata commemorativa: da un lato il legame dello stesso imprenditore con la vela, che gli sembra il modo giusto per ricordarlo, dall’altro la funzione educativa esercitata sui ragazzi dei quartieri a rischio, i quali, dice, difficilmente la dimenticano.

Sul valore simbolico di partire da Sferracavallo interviene anche Giuseppe Giunchiglia, presidente del Circolo Velico Sferracavallo, che ha ospitato la partenza. Le intimidazioni subite quest’anno da alcune attività della borgata sono note a tutti, osserva, e «questa è la risposta della società civile».

Chiude l’assessore comunale allo Sport e al Turismo Alessandro Anello, che nel giorno della commemorazione lega l’iniziativa al bene sottratto alla criminalità e destinato ad attività sportive, comprese quelle paralimpiche: «lo sport è legalità», dice, e un bene confiscato usato per far allenare i ragazzi dimostra quanto le due cose viaggino insieme.

Andrea Maria Rapisarda Mattarella

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