La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) lancia una nuova sfida per la valorizzazione dei fondali, promuovendo la candidatura al Consiglio d’Europa di un Itinerario Culturale Europeo che metta in rete i siti archeologici sommersi di Italia, Egitto, Grecia, Israele e Turchia. L’iniziativa mira a intercettare il crescente mercato globale di oltre 30 milioni di subacquei, trasformando reperti e strutture antiche in pilastri di un turismo esperienziale e sostenibile. Ugo Picarelli, Fondatore e Direttore della BMTA, ha dichiarato: «Il viaggiatore odierno ricerca un contatto autentico con le identità territoriali; per questo, la costruzione di un’offerta turistica sostenibile deve essere condivisa con la comunità locale per salvaguardare le tradizioni, integrando al contempo tecnologie d’avanguardia come la realtà aumentatadirettamente nelle immersioni».
In che modo il patrimonio culturale legato al mare, come borghi marinari e antiche tonnare, può essere valorizzato all’interno del turismo archeologico e culturale?
«Mi permetto di sottolineare quanto sia importante il patrimonio sommerso nel contesto del turismo archeologico, con una offerta da ampliare proprio con il contesto rappresentato dalle identità territoriali delle località costiere con borghi e tonnare, esempio straordinario Favignana con l’ex stabilimento Florio della Tonnara di Favignana e Formica, un’antica tonnara “di andata”, tra le più grandi del Mediterraneo, un grande impianto industriale di 32.000 metri quadrati dove i tonni venivano pescati e lavorati durante il loro viaggio di transito prima di riprodursi. I siti sommersi sono meta di un numero sempre maggiore di turisti subacquei. Sono, infatti, circa 30 milioni i subacquei certificati a livello mondiale e circa 6 milioni quelli che si sono “tuffati” almeno una volta senza certificazione e si stima che oltre 3 milioni di “divers” fanno uno o più viaggi ogni anno. Il viaggiatore, oggi, è alla ricerca sempre più di un turismo esperienziale autentico a contatto con la natura e le identità territoriali, per cui un’anfora, un’ancora o una struttura antica conservatesi sott’acqua sono parte integrante del mondo naturale e non più solo manufatti».
Qual è il ruolo delle tradizioni locali nella costruzione di un’offerta turistica autentica e sostenibile nel Mediterraneo?
«Il turismo archeologico in immersione ha caratteristiche che per un verso lo rendono un’esperienza unica e per l’altro potenziano alcuni elementi presenti anche nel turismo abituale. Il primo è la conservazione dei luoghi: l’ecosistema marino è fragile e sensibile al turismo di massa. Il deterioramento della bellezza di alcune aree implica la cessazione delle attività turistiche, molto più in fretta di quanto avviene sulla terra. Il turismo archeologico subacqueo, per esplicare appieno le proprie potenzialità, richiede la presenza di un sistema turistico locale integrato ed efficiente, in cui attori diversi accettino di interagire, a parte la necessità di aree in cui sia già prevista una tutela giuridica del territorio di tipo ambientale. Il secondo è la relazione con la tecnologia: il turismo subacqueo è sì una pratica naturalistica, perché implica un contatto totale con l’ambiente, ma è anche, da subito, una pratica tecnologica, perché necessita di una serie di apparecchiature, di conoscenze e implica un rapporto con l’ambiente, che è sempre mediato dalla tecnica. Il mondo viene visto attraverso una maschera, in un rapporto immediatamente di tipo virtuale – mediato e immersivo – esattamente come quello che può essere stabilito con gli apparati di visualizzazione virtuale. Da qui a pensare pratiche di realtà aumentata il passo è breve. Infatti, l’ultima frontiera del turismo subacqueo parla di unire ancora più strettamente la pratica di immersione in parchi archeologici e aree naturali con la tecnologia e progettare tour in realtà aumentata che i sub possono seguire direttamente nei siti sommersi, ma anche progettare tour subacquei in realtà aumentata restando sulla terra. Ho fatto questa premessa proprio perché la costruzione di una offerta turistica autentica e sostenibile va condivisa con la comunità locale e la cittadinanza attiva, in considerazione delle identità territoriali che vanno salvaguardate quali espressioni di tradizione locale».
Come la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico contribuisce a promuovere territori come la Sicilia, ricchi di storia e identità legate al mare?
«La BMTA nelle sue edizioni ha sempre promosso il turismo archeologico subacqueo e tra le tante iniziative, alcune importanti hanno riguardato il territorio siciliano: nel 2005 il Vice Ministro ai beni e alle attività culturali, Antonio Martusciello, presentò “I risultati del Progetto Archeomar, censimento dei beni archeologici sommersi nei fondali marini delle coste delle regioni Campania, Basilicata, Puglia e Calabria” a cura del MiBAC; poi, grazie alla collaborazione preziosa di Sebastiano Tusa, che nel 2008 presentò in anteprima a Paestum con Folco Quilici il documentario “Un’isola nel tempo”, mentre per il Ventennale del 2017 coordinò quale Soprintendente del Mare della Regione Siciliana i responsabili dell’Archeologia Subacquea dei Ministeri della Cultura europei nella Conferenza “Ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale sommerso mediterraneo”; nel 2016 Anna Arzhanova, Presidente CMAS Confederazione Mondiale Attività Subacquee presentò ufficialmente i “Blue Helmets of the sea”, alla presenza di Silvia Costa, Presidente Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, e di Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali e al Turismo; dal 2021, avvalendosi del coordinamento scientifico di Luigi Fozzati, organizza annualmente la Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo e il Premio internazionale di archeologia subacquea “Sebastiano Tusa” riconoscimento per la carriera, per il progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici, per il miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione per la migliore mostra dalla valenza scientifica internazionale) con la partecipazione di esperti, addetti ai lavori, operatori di diving, tour operator. Nell’ambito della Conferenza fu presentato con il contributo del Centro Studi di Intesa Sanpaolo SRM la ricerca “Cultura e Archeologia per un turismo sostenibile di qualità. Il caso del turismo archeologico subacqueo e sue implicazioni”, con la partecipazione delle più note destinazioni archeologiche subacquee mediterranee, oltre che del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello (costituitosi nel 1983 sotto gli auspici del Consiglio d’Europa, nel maggio 1993, nell’ambito del Convegno “Il patrimonio archeologico subacqueo” con insigni relatori quali G. Vedovato, F. Sisinni, L. Vlad Borrelli, diede il suo importante contributo scientifico al tema, facendo seguito alle “Raccomandazioni” al patrimonio culturale subacqueo, adottate nel 1978 per l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, che portarono, poi, alla Convenzione Unesco del 2001), della Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, dell’Underwater Cultural Heritage Unesco, della Soprintendenza Nazionale del Patrimonio Sommerso, allora istituita dal Ministero della Cultura, di ICOMOS Italia, del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, al fine di dare una opportunità di più ampia conoscenza del fenomeno agli addetti ai lavori. Nel 2021 la BMTA si è fatta promotrice della candidatura al Consiglio d’Europa di un Itinerario Culturale Europeo dei siti archeologici subacquei in occasione della 1a Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo. La certificazione di “Mediterranean Underwater Cultural Heritage” nel “Programma degli Itinerari Culturali”, che fu avviato dal Consiglio d’Europa nel 1987, intende costituire una rete in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Egitto, Grecia, Israele e Turchia attraverso i siti di Capo Rizzuto, Baia Sommersa/Parco Sommerso di Gaiola, Egnazia/Isole Tremiti/San Pietro in Bevagna, Isole Egadi/Pantelleria/Plemmirio/Ustica, Alessandria d’Egitto, Pavlopetri/Peristera, Caesarea Maritima, Kızlan)».
Mario Catalano
