In arrivo i bandi dell’Agenzia del Demanio per nuove concessioni su 14 immobili pubblici. Quattro sono in Sicilia

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Sono quattordici gli immobili distribuiti lungo tutta la Penisola, suddivisi tra uso temporaneo, concessione di valorizzazione e concessione agevolata, che chiamano a raccolta operatori immobiliari, investitori, amministrazioni locali ed enti del Terzo Settore.Quattro di questi sono in Sicilia. Il nuovo portafoglio messo sul mercato dall’Agenzia del Demanio a fine 2025 è uno dei più eterogenei e affascinanti degli ultimi anni. Dalle architetture militari cinquecentesche alle maxi-strutture industriali dismesse, fino alle torri costiere ridotte oggi a ruderi.

Le scadenza della gara di assegnazione

Il primo blocco di gare scadrà l’8 aprile 2026, a mezzogiorno. In questa tranche rientrano gli immobili destinati all’uso temporaneo,concessioni da 6 mesi a 6 anni, pensate per aprire i beni alla cittadinanza attraverso attività civiche, sociali, culturali o creative. La formula, sempre più utilizzata negli ultimi anni, permette ai soggetti proponenti di intervenire con progetti snelli, capaci di attivare funzioni nel breve periodo senza la complessità degli interventi strutturali. La seconda finestra di gara, con scadenza il4 giugno 2026alle ore 12, è invece rivolta alla platea degli investitori interessati a interventi di rigenerazione complessi, con piani industriali e orizzonti temporali nell’ordine dei decenni. Leconcessioni di valorizzazione possono estendersi fino a 50 anni, consentendo di ammortizzare investimenti significativi, trasformare immobili dismessi in funzioni redditizie e contribuire al rilancio di aree urbane strategiche.

I quattro beni disponibili in Sicilia

Il primo è un vero e proprio gioiello. Si tratta delFondo Pisani – Casina dell’Orologioa Palermo. La concessione temporanea riguarda un compendio articolato che comprende terreni, percorsi pedonali e una vasca di raccolta delle acque. All’interno dell’area ricade anche laCasina dell’Orologio, immobile riconosciuto di interesse culturale e pertanto sottoposto alla normativa di tutela prevista dal Codice dei Beni Culturali. L’edificio, situato lungo il fronte di via Umberto Maddalena, risale all’epoca borbonica e fu originariamente concepito come punto di sosta durante le battute di caccia. Oggi, però, versa in condizioni di conservazione particolarmente critiche, rendendo necessari interventi mirati di recupero. Il canone annuo posto a base di gara è pari a 248,98 euro: una cifra simbolica che riflette la volontà del Demanio di incentivare proposte in grado di riattivare l’area.

Il secondo immobile a bando è la  Torre Conche – o Pietra della Nave – a Pollina, in provincia di Palermo), ai piedi del Parco delle Madonie, che si affaccia direttamente sulla spiaggia omonima. La sua costruzione risale intorno al tardo Cinquecento o alla prima metà del Seicento ed è parte del sistema difensivo elaborato inizialmente da Tiburzio Spannocchi e successivamente da Camillo Camilliani, su incarico del viceré Marcantonio Colonna, con l’obiettivo di rafforzare la protezione della costa siciliana dalle incursioni dei pirati barbareschi. L’edificio presenta una planimetria quadrangolare e si sviluppa verticalmente su due piani collegati da una scala interna. Attualmente, come detto, la Torre Conche è offerta al mercato con la formula della concessione di valorizzazione, destinata a progetti di recupero e riuso funzionale.

Il terzo è l’ex batteria Forte dei Centri a Messina. Si tratta di un’imponente rovina storica che testimonia la funzione strategica che Messina ha avuto per la difesa dell’Italia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Con l’avanzare delle tecnologie belliche (soprattutto con l’arrivo degli aerei) e la fine dei conflitti mondiali, il forte perse la sua utilità militare e venne gradualmente dismesso e abbandonato, come molti altri forti umbertini. Attualmente, la struttura è in gran parte in stato didegradoe disuso, ma rappresenta comunque una significativa testimonianza dell’architettura militare e della storia della città di Messina.

L’ultimo immobile a bando in Sicilia èex Casa del Fascio di corso Garibaldi, nel Comune di Serradifalco, in provincia di Caltanissetta. Come tutte le “Case del Fascio” costruite durante il Ventennio, la sua funzione originale e la sua storia si inquadrano nel contesto politico e sociale dell’epoca fascista. Per diversi decenni, l’edificio ha subito un lento degrado dovuto allo stato diabbandono. Un lungo processo di recupero e restauro è iniziato negli anni ’90 ed è stato inaugurato nel 2002.

Roberto Greco

 

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