Nascerà a Catania il primo Centro federale nazionale di preparazione paralimpica dedicato al Para Climbing. Il progetto della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (FASI) è stato presentato al Comitato Italiano Paralimpico della regione Sicilia nel corso di un incontro istituzionale tra il presidente del CIP Sicilia Roberto Pregadio, il presidente federale Davide Battistella, la direttrice tecnica della Nazionale Para Climbing Cristina Cascone e il delegato regionale della Federazione, Giuseppe Macaluso.
L’iniziativa arriva in un momento particolarmente importante per questa disciplina. Nel giugno 2025 il Comitato Paralimpico Internazionale ha confermato l’ingresso del Para Climbing nel programma dei Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028, dopo un primo via libera arrivato l’anno precedente. In California saranno assegnati otto titoli, quattro maschili e quattro femminili, con 80 atleti in gara divisi in tre macrocategorie, ovvero disabilità visiva, deficit degli arti e limitazioni di forza e mobilità. Per la prima volta l’arrampicata sportiva paralimpica entrerà così nel principale palcoscenico internazionale, e le federazioni nazionali si stanno organizzando per arrivarci preparate.
È proprio da qui che parte Battistella per descrivere lo stato del movimento sportivo in Italia. Il presidente della FASI parla di un movimento in crescita. «Abbiamo tantissimi ragazzi che si stanno avvicinando al mondo verticale e il fatto di essere presenti a Los Angeles nelle Paralimpiadi sicuramente ci aiuterà nella diffusione di questo sport». Una crescita che si misura nel numero dei partecipanti, sempre più alto a ogni evento, e nei risultati. La Nazionale, ricorda Battistella, sta conquistando medaglie importanti nella Coppa del mondo di Para Climbing, e la vetrina paralimpica, secondo il presidente, spingerà ancora di più ad avvicinarsi alla disciplina.
In questo quadro si inserisce la nuova struttura di Catania, che la Federazione presenta come un impianto senza precedenti. «Il nuovo centro federale che dedicheremo al Para Climbing è una struttura unica in Italia, ma unica anche a livello europeo e internazionale», afferma Battistella. Il centro avrà una doppia funzione. Da un lato servirà alla preparazione degli atleti di punta in vista di Los Angeles, dall’altro dovrà avvicinare nuovi praticanti all’arrampicata. Il presidente sottolinea anche il potenziale terapeutico della disciplina e cita l’esperienza dell’Istituto Gaslini di Genova, dove una parete di arrampicata viene utilizzata proprio a fini terapeutici. Per Battistella il centro rappresenta un motivo di orgoglio per la Federazione e, ancor più, per la Sicilia tutta.
Per Cristina Cascone il progetto ha anche un valore personale. Siciliana, consigliera federale e direttrice tecnica della Nazionale Para Climbing, parla della realizzazione di un sogno. «Abbiamo un movimento in grandissima crescita a tutti i livelli, sia nella pratica amatoriale sia ad alto livello, che necessitava di una casa. Questo centro tecnico la rappresenterà», spiega. Il centro di Catania sarà quindi il luogo in cui la Nazionale terrà i raduni e i ritiri collegiali, e in cui si svolgeranno le gare più importanti del calendario. L’obiettivo è arrivare a ospitare anche competizioni internazionali, come la quarta tappa della Coppa del mondo di Para Climbing per cui la Federazione ha presentato la propria candidatura in vista del 2027.
Una struttura, però, da sola non basta se mancano le persone in grado di lavorarci. Per questo la Federazione ha investito negli ultimi anni sulla formazione dei tecnici, e la Sicilia è tra le regioni che ne hanno beneficiato di più. Cascone descrive tre percorsi di specializzazione distinti. Il primo riguarda i tecnici Para Climbing, abilitati a lavorare con atleti con disabilità fisica e visiva. Il secondo forma i tecnici Special Climbing, preparati a seguire ragazzi di ogni età con disturbi della sfera intellettivo-relazionale. Il terzo è dedicato alle guide per atleti non o ipovedenti: tecnici in grado di guidare sulla parete un atleta non vedente. «La Sicilia ha saputo valorizzare al massimo questa opportunità», spiega la direttrice tecnica, «per cui siamo una delle regioni che ha formato il più alto numero di tecnici». Una scelta che ha permesso di distribuire queste competenze tra le società di tutta l’isola, così che ogni palestra possa accogliere con professionalità chi si presenta, qualunque sia la sua disabilità.
L’ultimo tassello è quello istituzionale, rappresentato dal CIP Sicilia. Roberto Pregadio definisce l’incontro con i vertici federali «una giornata importante», perché pone le basi di una collaborazione che, osserva, è istituzionale e dovuta, ma che in questo caso può andare oltre. Come spiega il presidente del CIP Sicilia, il centro di Catania offrirà l’occasione per nuove sinergie e per far entrare a pieno titolo nel movimento paralimpico una disciplina ancora giovane. «Non è ancora molto conosciuta», riconosce Pregadio, «ma è sempre più praticata, con numeri sempre maggiori».
Quanto al ruolo del Comitato Regionale Paralimpico nella realizzazione del progetto, Pregadio lo inquadra nella funzione che il CIP svolge con tutte le federazioni, quella di coordinamento e di supporto alle attività dei comitati regionali. Nel caso del Para Climbing, aggiunge, il CIP Sicilia lavorerà anche per sensibilizzare le istituzioni e avvicinarle alla Federazione, in particolare in vista delle iniziative già programmate per il prossimo anno. Il CIP supporterà, inoltre, la formazione continua dei tecnici.
Restano da definire i tempi di ultimazione del centro e il calendario delle prime attività. Il percorso tracciato, tuttavia, è chiaro. Da una parte c’è una disciplina che si prepara al debutto paralimpico, dall’altra una regione che ha già costruito una rete di tecnici formati e che punta ora ad avere una struttura di riferimento nazionale. Il centro di Catania dovrà tenere insieme le due cose, la preparazione della Nazionale verso Los Angeles 2028 e la crescita della pratica sul territorio, rivolta a chiunque voglia avvicinarsi alla parete.
in collaborazione con CIP Sicilia