Un comitato studentesco per difendere il diritto allo studio. C’è molto fermento in questi giorni presso il Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale di Noto. A preoccupare gli studenti è la situazione di “stallo” istituzionale che starebbe investendo i vertici del C.U.M.O. Per questo motivo gli universitari hanno dato vita al Comitato Studentesco per la Salvaguardia del C.U.M.O. E a pochi giorni dalla nascita del comitato studentesco, ieri mattina, qualcosa pare sia cambiata: si è tenuta infatti una riunione tra il portavoce del comitato Giuseppe Listo, i coordinatori Corrado Filingeri, Elena Mazzotta, Sarah Russo, Sofia Saffiro Scepi) e Corrado Bonfanti, presidente del consiglio di amministrazione C.U.M.O. ed ex Sindaco di Noto. Dall’incontro sono emerse rassicurazioni da parte di Bonfanti ai giovani, preoccupati sul futuro dell’Università di Noto: «Il CUMO non sarebbe esposto ad un rischio di chiusura nel breve-medio periodo».
Secondo quanto emerso ancora durante l’incontro, «uno dei principali nodi della vicenda riguarderebbe il blocco istituzionale legato alla governance del Consorzio e ai rapporti tra Assemblea dei Soci, Consiglio di Amministrazione, Regione Siciliana e Università degli Studi di Messina. In particolare, è stata richiamata la possibile incidenza della persistente opposizione dell’Assemblea dei Soci sull’iter relativo all’attribuzione e all’erogazione del contributo regionale, con specifico riferimento alle annualità ancora in sospeso».
Anche se arrivano rassicurazione da una parte dei vertici, i ragazzi desiderano chiarezza: «desideriamo delle garanzie formali sulla continuità delle lezioni, degli esami, dei tirocini, dei servizi e dell’offerta formativa presso la sede di Noto».
«Il nostro obiettivo – aggiunge il portavoce – non è entrare in logiche politiche o personali, ma difendere il diritto allo studio e il futuro della comunità studentesca del CUMO. Gli studenti non possono restare in una condizione di incertezza: servono risposte chiare, atti trasparenti e responsabilità istituzionale da parte di tutti i soggetti coinvolti.” In più, chiariscono gli studenti, “permane un quadro istituzionale delicato, che potrebbe incidere sul funzionamento ordinato del Consorzio, sui rapporti con l’Università di Messina e sulla continuità dei servizi agli studenti».
Serena Marotta