Licata, sport e inclusione grazie a CIP e INAIL: “Posso fare molto più di quello che pensavo”

Quattro giorni all'insegna di sport e inclusione fra subacquea, tiro con l’arco, tennis e atletica leggera

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camous cip
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«Mi sono reso conto che posso fare molto più di quello che pensavo», racconta Flavio, di Catania, uno dei partecipanti alla seconda edizione 2026 del Campus Paralimpico CIP-INAIL, conclusa domenica al Serenusa Resort di Licata con la consegna degli attestati di partecipazione.

Il campus – rivolto a persone che hanno riportato una disabilità a seguito di un infortunio –  è stato per molti degli assistiti dell’INAIL il primo contatto con le discipline paralimpiche.

Flavio, alla sua prima esperienza in un campus CIP-INAIL, guarda già a ciò che verrà dopo Licata. Probabilmente, dice, si avvicinerà nel proprio territorio a una disciplina che la sua condizione fisica gli consenta, «per non mollare e ritornare a essere competitivo come una volta».

Per Hellas Fuchsova, istruttrice di primo livello di tiro con l’arco, l’obiettivo è, infatti, proprio quello di cercare di far appassionare i partecipanti e dare loro «la possibilità di scoprire delle competenze che ancora non sanno di avere al loro interno», mentre Giancarlo La Greca, tecnico di atletica leggera, descrive un lavoro che accompagna chi non conosce le discipline paralimpiche «prima alla conoscenza e poi alla pratica vera e propria».

A due giorni dall’arrivo Giuseppe, venuto da Ispica per la sua prima esperienza di campus, parla di «tutte le varie attività che io non avevo mai svolto e mi stanno appassionando parecchio» e dell’amicizia nata con gli altri partecipanti. Un altro assistito racconta che il campus gli «ha immerso in un mondo completamente sconosciuto a me», fatto di sport, dal tiro con l’arco all’apnea, che prima non conosceva.

Le attività, coordinate da Luigi Bentivegna, referente regionale del CIP Sicilia per l’avviamento allo sport, si sono concentrate fra venerdì e sabato. Uno dei partecipanti originario di Caltagirone racconta come per lui il campus sia cominciato con il tiro con l’arco, che descrive come «un’esperienza veramente entusiasmante». Adesso spera di poter continuare a giocare in una palestra in cui allenarsi. Presentando l’iniziativa, il presidente del CIP Sicilia, Roberto Pregadio, aveva indicato proprio questo obiettivo: che i partecipanti potessero «trovare, vicino a casa, una società sportiva pronta ad accoglierli».

In piscina i partecipanti sono passati dall’apnea alle prime prove di subacquea con le bombole, seguiti da un istruttore federale della Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee (FIPSAS). Un assistito che prima dell’incidente aveva avuto già esperienze da sub racconta di aver avuto l’occasione di «rivivere questa emozione che pensavo di dover cancellare», tanto da sentirsi ora «incoraggiato a riprendere questo sport». «Signori, non potete capire le emozioni che possiamo provare noi». Pur con le proprie disabilità, aggiunge, «non abbiamo limiti, non abbiamo barriere e ci godiamo tutto quello che ci danno».

Per Giorgio Soluri, direttore regionale INAIL Sicilia, lo sport è parte della riabilitazione e del reinserimento sociale di chi ha riportato una disabilità da lavoro: «L’infortunio sul lavoro, anche purtroppo quello grave, non è in grado di impedire la ripresa del percorso lavorativo», ha dichiarato, indicando proprio nello sport un elemento del progetto di vita da riprendere.

In collaborazione con CIP Sicilia