Defibrillatori tra un caffè e una pizza: a Catania la ristorazione salva vite

Il progetto è stato presentato a Catania in occasione della Giornata mondiale per il cuore (World Heart Day)

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Una rete di locali, ristoranti e bar a supporto delle attività sanitarie tempo-dipendenti cardiologiche, grazie alla dotazione di defibrillatori e alla formazione di operatori BLS-D pronti a intervenire a tutela della collettività. È l’innovativo progetto di responsabilità sociale “Beat & Bite – I posti del cuore”, nato e promosso a Catania da “Link Consulenza” e “Fud Adv”, in collaborazione con l’associazione “Il Cuore di Raffaele Odv Ets”. Il progetto è stato presentato a Catania in occasione della Giornata mondiale per il cuore (World Heart Day). 

Idea del progetto e obiettivi

«Spesso in giro per la città ci sono i defibrillatori, ma vengono vandalizzati o rovinati dal tempo e dall’incuria. Inoltre, questi importanti macchinari si devono saper utilizzare, altrimenti sono pressoché inutili» sottolinea ad l’altroparlante Andrea Graziano, titolare di “Fud”, noto ristorante catanese diventato negli anni un punto di riferimento della ristorazione, nonché di “Fud Adv”” società specializzata in comunicazione e marketing. «Allora ho pensato che i locali e i ristoranti spesso sono aperti anche 14 o 16 ore al giorno, quindi potrebbero ospitare dei defibrillatori e custodirli in sicurezza. In questo modo, è possibile avere anche la garanzia che ci sia del personale formato per utilizzare le attrezzature salvavita».

Questa considerazione ha portato Graziano a elaborare il progetto insieme ad Andrea Giuffrida, titolare di “Link Consulenza”, una realtà che da anni opera nel settore della sicurezza nei luoghi di lavoro e della diffusione della cultura della cardioprotezione. «Condividendo gli stessi valori di responsabilità sociale e attenzione al territorio, abbiamo deciso di dare vita a un’iniziativa capace di coinvolgere imprese, cittadini e associazioni – precisa ancora Graziano -. Dimostrando in questo modo come la collaborazione tra realtà diverse possa tradursi in un concreto investimento per la sicurezza di tutti. Sono già venti le attività che hanno aderito all’iniziativa, ma contiamo di ampliarla anche in provincia».

Come è strutturato il progetto

Ogni attività aderente riceverà un defibrillatore utilizzabile sia su adulti sia in modalità pediatrica, una teca protettiva allarmata e personalizzata e materiali informativi rivolti a clienti e cittadini. Il defibrillatore non sarà destinato esclusivamente ai clienti o ai collaboratori del locale, perché in caso di emergenza potrà essere utilizzato per soccorrere chiunque si trovi nelle vicinanze, diventando una risorsa per l’intero quartiere.

Il progetto è entrato nella sua fase operativa proprio questo mese di ottobre, con la formazione destinata al personale di ciascuna delle attività coinvolte e di alcuni residenti selezionati attraverso una candidatura libera, che amplieranno la rete di operatori in grado di intervenire tempestivamente in caso di emergenza. I corsi BLS-D, della durata di cinque ore e con rilascio di un attestato, saranno curati da “Link Consulenza”, realtà accreditata al Dasoe della Regione Siciliana. Per l’iniziativa sono stati adottati i defibrillatori di ultima generazione Vivest PowerBeat X1P, dotati di guida vocale e analisi autonoma del ritmo cardiaco, per un’erogazione della scarica in totale sicurezza e solo in caso di necessità.

«Ovviamente si tratta di un’operazione che non ha alcuno scopo di lucro, anzi stiamo pagando tutto noi perché vogliamo creare più sicurezza tra i cittadini» conclude il proprietario di Fud. «L’efficienza della rete è garantita dalla gestione di “Link Consulenza”, che monitorerà le scadenze di batterie ed elettrodi per tutte le attività aderenti. I dispositivi rientrano inoltre nel programma internazionale “Save the Beat”, che assicura la sostituzione gratuita dei consumabili dopo ogni utilizzo salvavita, ampliando ulteriormente la copertura sul territorio».

Sonia Sabatino