“Diciotto gennaio” di Carlo Bramanti

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Al tempo che, impenitente,

ci sorvola,

il gabbiano

chiede – invano –

il suo mare.

Rammenti?

Di corsa tornavo

all’esilio del verso,

se male

avevo di me

all’imbrunire.

Adesso

che tutto

è diverso

e il mistero

della speranza

s’è dissolto,

posso tornare

– solo – a quando

scendesti la china,

– il piede dondolante –

col viso d’ambra

ed un’aria

da bambina.

Avevi

labbra livide

e in mano

menta selvatica.

In tasca

un morso

di pane

per la tosse,

e un sorriso

per chi ti amava.

Carlo Bramanti

L’autore

Cenni Biografici

Carlo Bramanti (09/03/1974), siciliano d.o.c. è nato ad Augusta, in provincia di Siracusa. Da un’isola meravigliosa a un’altra altrettanto bella, anche se un pochino più grande e molto più lontana da noi, in estremo oriente. Il ponte è costituito dalla grande passione per la letteratura giapponese, e in particolare per l’haiku, breve componimento poetico di diciassette sillabe. Nel 2003 si classifica secondo al concorso nazionale di haiku indetto da Cascina Macondo, nel 2011 è tra i vincitori del premio letterario haiku indetto da Empiria. Nello stesso anno ottiene il terzo posto al premio di poesia edita Leandro Polverini, sezione poesia della memoria; nel 2012 è finalista al premio “Un libro amico per l’Inverno” con l’opera “Fino a quel faro che chiamasti Amore”. Successivamente vince il concorso “Haikure, il tuo haiku sui nostri capi”. Poesia e abbigliamento. Una sua poesia è stata ricamata sulla collezione haikure Spring/Summer 2013. Con il romanzo breve “Fiori di mandorlo per la ragazza fantasma” vince il premio nazionale di poesia, narrativa e saggistica Cor Habeo del 2020.