Edufin Index: italiani poco alfabetizzati in economia e finanza

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Sono stati pubblicati recentemente i dati statistici elaborati da Edufin Index, riguardanti l’approccio della popolazione italiana rispetto all’assetto economico, finanziario e assicurativo del Paese. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Alleanza Assicurazioni, Fondazione Mario Gasbarri e la Bocconi School of Management, alla quale è affidato il coordinamento scientifico. Analizzando i comportamenti dei cittadini, l’iniziativa mira a misurare il livello di alfabetizzazione finanziaria e assicurativa degli italiani, offrendo uno strumento utile per promuovere maggiore equità sociale.

L’attività non si limita alla raccolta di dati statistici, ma consente di individuare situazioni di vulnerabilità, come nel caso di donne vittime di violenza economica, stimolando l’intervento delle istituzioni per contrastare una piaga che da anni affligge il Paese. L’indice Edufin Index è calcolato come media di due sottoindici – quello di consapevolezza e quello di compostezza comportamentale – e misura, su una scala da 0 a 100, il grado di conoscenza finanziaria e assicurativa della popolazione. Un punteggio basso segnala la necessità di interventi formativi mirati, come campagne di sensibilizzazione, iniziative nelle scuole o programmi di educazione economica diffusi.

Dalle rilevazioni riferite all’anno 2024 emergono dati significativi: rispetto a una soglia di sufficienza fissata a 60/100, l’Italia registra un indice medio pari a 56/100. Il livello di conoscenza risulta quindi insufficiente, con un divario ancora più marcato nel Sud Italia (53/100) e in Sicilia, dove l’indice scende a 52/100. Un’analisi più approfondita mostra inoltre che le donne possiedono una minore consapevolezza rispetto agli uomini in ambito assicurativo e finanziario. Anche l’età incide: in Sicilia, l’alfabetizzazione finanziaria dei giovani tra i 18 e i 34 anni è inferiore alla media nazionale e di due punti più bassa rispetto alla media regionale, nonostante la maggiore familiarità dei più giovani con gli strumenti digitali.

Secondo gli studiosi, l’Italia si muove a “cinque velocità”, con altrettanti profili di cittadini: i “fragili e disinteressati”, gli “insicuri ma fiduciosi”, i “non curanti e fai da te”, gli “ottimisti e impavidi” e, infine, i “colti e composti”, che rappresentano la fascia più preparata e consapevole. Con riferimento alla Sicilia, le insufficienze sono attribuite a una diffidenza storica e culturale nei confronti di finanziamenti e assicurazioni. Tale atteggiamento nasce da una sfiducia verso le istituzioni, comprese banche e compagnie assicurative, e da una mentalità tradizionale che spinge molti a custodire i risparmi “sotto il mattone” anziché investirli o assicurarli.

A ciò si aggiunge una scarsa propensione all’indebitamento, tipica degli ambienti economicamente più fragili, che porta a evitare sia acquisti di grande valore – come le case – sia spese accessorie come le polizze assicurative. Esistono poi motivazioni psicologiche e culturali: la paura delle truffe, la convinzione che “le assicurazioni non pagano” e, in alcuni casi, il timore che la stipula di un contratto di mutuo o di assicurazione possa attirare attenzioni indesiderate del fisco. Non mancano, infine, motivi di natura scaramantica: secondo alcuni, “non serve assicurarsi, basta qualche gesto di buon auspicio”.

Negli ultimi anni, tuttavia, la situazione sembra in graduale miglioramento. Grazie alla maggiore informazione, alla trasparenza del mercato e soprattutto all’informatizzazione dei servizi, la diffidenza dei siciliani nei confronti del sistema finanziario e assicurativo appare in lenta ma costante diminuzione. Segnali positivi che lasciano sperare in una crescita dell’alfabetizzazione economica e, di conseguenza, in una maggiore inclusione sociale e culturale per l’intero Paese.

Salvatore Forastieri

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