Il femminicidio di Maria Denisa Păun: decapitata un anno fa a Prato

Il suo killer, Vasile Frumuzache, 32 anni, anche lui romeno, fu arrestato il 4 giugno 2025

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Fatimi Hayat
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Maria Denisa Păun era una trentenne originaria della Romania ma che viveva a Torpignattara di Roma. Era una sex worker. Scomparve la notte tra il 15 e il 16 maggio 2025. E il suo corpo senza vita fu trovato il 4 giugno 2025 nelle campagne di Montecatini Terme in provincia di Pistoia.

Il suo killer, Vasile Frumuzache, 32 anni, anche lui romeno, fu arrestato il 4 giugno 2025. L’uomo, sposato e padre di due figli, era in Italia dal 2002 e aveva abitato a Trapani sino al 2022, dopo si era trasferito in Toscana per lavorare in una ditta di servizi di vigilantes. Quello di Maria Denisa non è stato l’unico omicidio commesso dall’uomo, che già nell’agosto del 2024 uccise un’altra escort: Ana Maria Andrei.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al delitto di Păun.

«Mi ricattava, per questo l’ho uccisa», queste le parole dell’assassino durante l’interrogatorio. La donna gli avrebbe chiesto 10 mila euro per non rivelare le loro frequentazioni alla moglie, secondo il suo racconto agli inquirenti.

I due avrebbero avuto un rapporto sessuale nella stanza 101 di un hotel di Prato, dopo la donna sarebbe stata strangolata. Frumuzache ammise anche di aver decapitato la vittima,  gettando poi la testa in un sacco per l’immondizia, e inserendola nella valigia di lei insieme al resto del corpo. Poi aveva caricato  tutto nel bagagliaio della propria auto e si era recato fino al luogo in cui fu occultato il cadavere: nelle campagne di Montecatini Terme.

I militari risalirono al killer attraverso una complessa indagine investigativa. Poterono individuarlo grazie ai dati dei tabulati telefonici, alle immagini delle telecamere di videosorveglianza ed  ai tracciati della localizzazione della sua auto. Da qui l’arresto il 4 giugno 2025.

Fu durante le perquisizioni nella casa del killer che i militari trovarono l’auto abbandonata dell’altra donna uccisa da Frumuzache. Da qui le indagini e la confessione dell’uomo: avrebbe ucciso anche l’altra perché si rifiutò, appreso che non era italiano, di avere un rapporto con lui. Era agosto del 2024. I suoi resti furono trovati, su indicazione dell’assassino, nello stesso luogo in cui vennero rinvenuti i resti di Maria Denisa Păun.

Per l’imputato la pubblica accusa chiese l’applicazione della massima pena. Fu contestata l’aggravante della premeditazione per l’omicidio di Maria Denisa Păun e l’aggravante dei futili motivi per l’uccisione di Ana Maria Andrei.

Serena Marotta

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