Il Giubileo, o Anno Santo, è un anno speciale celebrato dalla Chiesa cattolica ogni 25 anni. È certamente un momento di grande spiritualità, ma contemporaneamente rappresenta un grosso volano economico, richiamando una massa enorme di pellegrini – si parla di trenta milioni di persone – provenienti da tutto il mondo che “invadono” Roma, influenzando positivamente il PIL con l’aumento dei consumi, del turismo, degli investimenti e della crescita occupazionale – almeno 5.000 nuove unità lavorative.
Un aumento del PIL in misura maggiore di un punto, con un introito complessivo di almeno 20 miliardi di euro. Un sicuro vantaggio economico che, per la verità, non riguarda solo la capitale, visto che la celebrazione del Giubileo può avvenire anche in altre città della nostra Penisola. Questi sono i dati economici dell’evento.
L’obiettivo del Giubileo, però, evidentemente non è quello economico.
È un evento di enorme portata religiosa perché è dedicato alla riconciliazione e al rinnovamento spirituale, durante il quale i fedeli possono ricevere l’indulgenza plenaria, ossia la remissione della pena temporale dei peccati, compiendo particolari atti di fede, tra cui il pellegrinaggio attraverso la Porta Santa.
Per celebrare il Giubileo, i fedeli sono invitati a compiere un pellegrinaggio, principalmente a Roma per varcare le Porte Sante delle basiliche e degli altri luoghi giubilari. In questo modo, è possibile ottenere l’indulgenza plenaria compiendo azioni specifiche, come la Confessione sacramentale, l’Eucaristia, la partecipazione alla Santa Messa, la preghiera secondo le intenzioni del Papa ed il compimento di atti di carità, come la carità ai poveri, la visita ai malati, agli anziani ecc.
Il periodo giubilare ordinario dura un anno più alcuni giorni.
Inizia infatti il giorno di Natale e termina con l’Epifania dell’anno successivo. Il rito più conosciuto del Giubileo è l’apertura della Porta Santa: si tratta di una porta, che esprime simbolicamente il concetto di “percorso straordinario” verso la salvezza, e che viene aperta solo durante l’Anno Santo, mentre negli altri anni rimane murata.
A Roma c’è la porta santa nella Basilica di San Pietro, ma anche nelle quattro basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore,, San Paolo fuori le mura, San Lorenzo fuori le mura, San Sebastiano fuori le mura, Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.
Molti altri luoghi giubilari sono sparsi nel resto d’Italia.
A Palermo, per esempio, si può celebrare il Giubileo alla Cattedrale, nella Basilica di Altavilla Milicia, nel santuario di Santa Rosalia di Monte Pellegrino, nel santuario della Madonna dei Rimedi, presso la Missione Speranza e Carità di Fra Biagio Conte, ed ancora nelle cappelle delle carceri e degli ospedali.
Sì, anche nelle cappelle degli ospedali e delle carceri.
Papa Francesco, infatti, ha designato diversi luoghi dove è stato possibile, e lo è ancora, attraversare la “porta santa”. Come avvenne in data 26 dicembre 2024, quando Papa Bergoglio aprì la Porta Santa anche presso il Carcere di Rebibbia, da Lui definita “Basilica tra virgolette” per sottolineare l’importanza della dignità di ogni persona, compresa quella dei detenuti. Oppure come avvenne nel 2015, durante il Giubileo straordinario della Misericordia, quando aprì la porta santa in un luogo inedito, ossia nella Basilica di Notre Dame, a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana.
Il Giubileo ha sempre rispettato le date convenzionali di apertura e chiusura. Non si è tenuto solo tre volte e, precisamente, nel 1800, quando il papa Pio VI era tenuto prigioniero in Francia, nel 1850, quando il papa Pio IX era stato riportato a a Roma dai Francesi, dopo la Repubblica romana, ed infine nel 1975, quando Pio IX era recluso per sicurezza in Vaticano dopo che Roma era entrata a far parte del regno d’Italia.
L’inizio ufficiale del Giubileo avviene con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro.
Le porte sante delle altre basiliche vengono aperte nei giorni successivi.
In passato la porta veniva smurata parzialmente prima della celebrazione, lasciando solo un diaframma che il Papa rompeva con un martelletto d’argento. Gli operai, poi, completavano la demolizione.
L’operazione, però, restava alquanto pericolosa. Per il giubileo del 1975, Paolo VI ruppe il diaframma rimanente del muro, ma fu sfiorato da pesanti calcinacci che caddero a terra
In occasione del Giubileo del 1983, però, papa Giovanni Paolo II ha introdotto un rito particolare. Il muro viene rimosso in anticipo, come già nel 1983, lasciando solo la porta chiusa, che il Papa apre semplicemente spingendo i battenti.
Le porte sante rimangono aperte (a parte per la normale chiusura notturna) fino al termine dell’Anno Santo, quindi vengono murate di nuovo.
Un momento di conversione attraverso la penitenza
Il termine “Giubileo”, infatti, deriva dall’ebraico “yobel” (corno di montone), usato per annunciare l’Anno dell’Espiazione.
Il Giubileo, infatti, ha origine dalla tradizione ebraica.
Ricorda, in particolare, la liberazione degli schiavi, la remissione dei debiti e la restituzione delle terre, concetti che si ritrovano nella rinnovata relazione con Dio e il prossimo.
Allora, ogni 50 anni, si faceva riposare la terra per rendere più forti le successive coltivazioni. E sempre in quel periodo, si restituivano le terre confiscate e si liberavano gli schiavi.
L’anno giubilare è stato citato da Gesù nel Nuovo Testamento, allorquando citò il testo del profeta Isaia che proclama “l’anno di grazia del Signore”. Una sorta di “anno sabbatico”.
Nel 1299, poi, ci fu la così detta “Indulgenza dei Cent’anni”, certamente un evento simile al Giubileo, per la verità mai celebrato ufficialmente dalla Chiesa, ma che portò comunque masse di pellegrini a recarsi a Roma, entrando nell’antica basilica di San Pietro, sperando di ottenere, in questo modo, indulgenze particolari e la remissione di tutti i peccati. Pare che la quantità dei pellegrini che affollarono Roma fu veramente enorme.
Si narra che qualche volta la celebrazione del Giubileo è stata anche l’occasione per organizzare grandi spettacoli pirotecnici e, una volta, così perlomeno si dice, anche una corrida.
Sembrerebbe, comunque, che il Ponte Sant’Angelo, un volta, probabilmente nel 1450, sia crollato sotto il peso dell’enorme folla.
E sarebbe stato proprio questo incidente a dare lo spunto per l’istituzione di una sorta di “senso unico” per l’entrata e l’uscita dalla Basilica, camminando sul lato destro del ponte di Castel Sant’Angelo per entrare, e camminando a sinistra per uscirne.
In precedenza, tuttavia, altri periodi di grazie e penitenza erano stati concessi.
Nel 1126, per esempio, papa Callisto II istituì l’Anno santo giacobeo, in onore dell’apostolo san Giacomo, venerato a Santiago di Compostela, una delle maggiori mete di pellegrinaggio del mondo cristiano.
Quasi un secolo dopo, nel 1216, papa Onorio III, su richiesta di San Francesco, istituì il Perdono d’Assisi, stabilendo che chiunque avesse visitato la Porziuncola dal mezzogiorno del 1º agosto alla mezzanotte del 2 agosto avrebbe ricevuto l’indulgenza plenaria.
Un altro evento che precorse davvero, per certi versi, il Giubileo, fu la Perdonanza Celestiniana (che si celebra ancora), una celebrazione istituita da papa Celestino V nel 1294 con l’emanazione della Bolla pontificia “Inter sanctorum solemnia” – detta anche Bolla del Perdono – con la quale fu concessa l’indulgenza plenaria a chiunque, confessato e comunicato, fosse entrato nella basilica di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila dai vespri del 28 agosto a quelli del 29.
Ma l’evento più vicino al Giubileo dei nostri giorni, fu quello indetto, nel 1300, da papa Bonifacio VIII, successore di Celestino V. Fu lui, infatti, che istituì il primo Giubileo con la bolla “Antiquorum habet fida relatio”, emanata il 22 febbraio 1300 . Con questa bolla si concedeva l’indulgenza plenaria a tutti coloro che avessero fatto visita trenta volte se erano romani e quindici se erano stranieri, alle Basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le mura, per tutta la durata dell’anno 1300; questo Anno Santo si sarebbe dovuto ripetere in futuro ogni cento anni. Anche nella Divina Commedia si parla di Giubileo. Ed in quella occasione Dante (Inferno XVIII, 28-33), riferì di quello che era avvenuto per il primo giubileo, quando l’afflusso di pellegrini a Roma fu tale che divenne necessario regolamentare il senso di marcia dei pedoni sul ponte di fronte a Castel Sant’Angelo. Così riferì il Sommo Poeta:
«come i Roman per l’essercito molto,
l’anno del giubileo, su per lo ponte
hanno a passar la gente modo colto,
che da l’un lato tutti hanno la fronte
verso ‘l castello e vanno a Santo Pietro,
da l’altra sponda vanno verso ‘l monte»
Nel 1350 papa Clemente VI, decise di accorciare la cadenza a 50 anni. Papa Urbano VI, nel 1300, ridusse l’intervallo a 33 anni, per ricordare la vita terrena di Gesù, papa Giovanni Paolo II, infine, lo ridusse ulteriormente a 25 anni per permettere a più generazioni di viverlo. Alcuni pontefici hanno anche proclamato degli Anni Santi straordinari al di fuori di questa scadenza. Papa Benedetto XVI ha anche proclamato l’Anno paolino, uno speciale anno giubilare dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009, dedicato all’apostolo Paolo di Tarso, in occasione del bimillenario della nascita del santo (collocata dagli storici tra il 7 e il 10 d.C.).
L’ultimo Anno Santo ordinario, prima di quello in corso, è stato il Giubileo del 2000, con una presenza di oltre 30 milioni di pellegrini
Quello in corso, del 2025, è iniziato il 24 dicembre 2024 e si concluderà il 6 gennaio 2026. È stato dedicato alla speranza ed è noto con il titolo “Pellegrini di speranza”. Viene caratterizzato anche da eventi particolari, come il Giubileo dei giovani o il Giubileo del carcerati
Il prossimo giubileo
Il prossimo Anno Santo ordinario sarà nel 2050. L’ultimo Giubileo straordinario, invece, è stato il Giubileo straordinario della misericordia, indetto da papa Francesco nel 2015 a 50 anni dalla fine del Concilio Vaticano II, con inizio l’8 dicembre 2015 e conclusione il 20 novembre 2016.
Papa Francesco ha anche proclamato il Giubileo straordinario lauretano dall’8 dicembre 2019 al 10 dicembre 2021 in occasione del centenario della proclamazione della Madonna di Loreto a patrona degli aviatori.
Il prossimo Giubileo straordinario si terrà nel 2033, in occasione del duemillesimo anniversario della Redenzione.