l’altroparlante ha intervistato l’Ing. Agatino Carrolo, Direttore Regionale Sicilia dei Vigili del Fuoco, che ha tracciato le tappe più significative della sua permanenza nell’Isola: dal suo insediamento nel settembre 2024 fino alla fine di questo mese, data in cui andrà in pensione.
Sposato con la signora Miriam, è papà di cinque figli. Nel corso della sua carriera è stato insignito dal Ministro dell’Interno della Medaglia d’Argento al Valor Civile per un intervento di soccorso tecnico urgente effettuato a Bassano del Grappa il 17 settembre 2001. Inoltre, ha ricevuto il titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Direttore, dopo tanti anni di servizio in diverse città italiane, cosa ha significato per lei tornare in Sicilia?
“Sì, si ritorna sempre alle origini, e per me le origini sono quelle di Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina. Questo è un rientro nell’Isola dopo aver percorso l’Italia da Nord a Sud: Vicenza, Pordenone, Treviso, Bergamo, Brescia, Taranto, Palermo, Torino, Trieste… ed ora, infine, Palermo, con la funzione di Direttore Regionale”.
In questi anni, sul fronte degli incendi boschivi, quali risultati siete riusciti a ottenere?
“Se si parla di incendi boschivi, è una peculiarità della Regione Siciliana. Nonostante ciò, alla luce di un accordo con la Regione – e mi riferisco alla convenzione 2023 e agli accordi operativi che ogni anno vengono sottoscritti – siamo riusciti a dare un supporto importante per prevenire e contrastare gli incendi boschivi. L’attività è stata frenetica: ancora oggi siamo impegnati nella vigilanza incendi, insieme al Corpo Forestale della Regione e ai volontari antincendio boschivi della Protezione Civile. Fino ad ora siamo riusciti a governare e spegnere gli incendi, oltre a effettuare attività di bonifica nelle aree colpite”.
La Sicilia soffre ancora di carenze di organico e mezzi nei Vigili del Fuoco?
“Il personale dei Vigili del Fuoco in Sicilia è suddiviso in nove Comandi Provinciali: Palermo, Trapani, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa, Enna, Caltanissetta e Agrigento. La carenza di organico è fisiologica ed è in linea con quella che si riscontra negli altri comandi e direzioni regionali”.
Guardando alla sua carriera, quali considera i momenti più significativi?
“Sicuramente l’incarico di Comandante Provinciale di Palermo e, più recentemente, quello di Direttore Regionale. Ricordo in particolare gli incendi boschivi del 2020: Altofonte, Monreale, Cefalù e Corleone. Un’attività frenetica che ci ha consentito di salvaguardare l’incolumità delle persone”.
A conclusione del suo incarico, che bilancio fa dell’esperienza vissuta in Sicilia?
“Ringrazio i miei 3.600 Vigili del Fuoco per il lavoro che svolgono con grande spirito di sacrificio. Ho trovato una regione all’avanguardia sia per quanto riguarda la previsione e la prevenzione incendi, sia per le attività di soccorso tecnico urgente. Posso dire che la Sicilia non ha nulla da invidiare alle altre aree geografiche d’Italia“.