Al terzo giorno di LCM 2025 la sostenibilità non è solo un tema da convegno, ma prende forma concreta. Allo stand di Circular, società siciliana di consulenza ambientale, si respira un’aria operativa: numeri e metodi scientifici, certo, ma anche volti e progetti che partono dal territorio.
“Per noi la sostenibilità non è uno slogan ma una disciplina tecnica fondata su dati oggettivi” spiega Maria Antonella Cigno, che insieme al suo team misura e valuta – con strumenti riconosciuti a livello internazionale come la Life Cycle Assessment (LCA) – l’impatto di prodotti, servizi e organizzazioni. Non solo ambiente, ma anche dimensione sociale ed economica: “Nel 2023 – ricorda – con Hitachi Rail abbiamo sviluppato la prima dichiarazione sociale di prodotto relativa alla catena di produzione di un treno”.
Mario Alessi racconta che questo lavoro punta a colmare un vuoto: “Vogliamo standardizzare la social LCA, l’analisi del ciclo di vita dal punto di vista sociale. Sul piano ambientale c’è già l’EPD, ma sul sociale mancava uno strumento: questa nuova certificazione è un primo passo avanti per rendere i prodotti davvero comparabili”.
E poi c’è l’esempio che arriva dal Palermitano. Sullo stand troneggia un sistema di scarico per moto. “È il risultato – racconta Alessandro Covais – di una collaborazione con l’azienda MAS, che produce scarichi e li vende in tutto il mondo. Abbiamo realizzato una LCA ambientale sul prodotto, dal trasporto delle materie prime fino alla vendita, individuando i punti a maggior impatto, come il catalizzatore più che l’acciaio inox”. Un’analisi che ha permesso all’azienda “di capire dove intervenire per ridurre l’impronta ambientale e le emissioni di CO₂”.
In questo angolo di LCM 2025, Circular mostra così come la misurazione scientifica possa diventare uno strumento vivo: capace di aiutare le imprese a migliorare e di raccontare, con dati e storie, una sostenibilità concreta e condivisa.