Una macchia di vernice rossa spruzzata sul marciapiede e un foglio bianco affisso al muro, scritto a mano con il pennarello, il cui testo non cambia da trentacinque anni e nomina uno per uno i responsabili: la mafia, l’omertà dell’associazione degli industriali, l’indifferenza dei partiti, l’assenza dello Stato.
Come ogni 29 agosto dal 1991, la commemorazione di Libero Grassi si è aperta all’ora dell’agguato in via Vittorio Alfieri, nel punto esatto in cui l’imprenditore fu raggiunto alle spalle da quattro colpi di pistola.
“Un moderno idealista”, così Davide Grassi ricorda suo padre, riprendendo una definizione contenuta in un vecchio volantino elettorale di Libero. Ai palermitani, invece, chiede se ritengano giusto continuare a dormire e a rassegnarsi, perché «i cattivi esisteranno sempre» e tocca ai buoni essere migliori. Trentacinque anni non sono passati invano, aggiunge, ma non va dimenticato che allora suo padre fu lasciato solo.
Da quel punto muove Piero Grasso, per il quale l’anniversario deve servire da insegnamento a stare uniti: si tratta di fenomeni non ancora scomparsi, che si riaffacciano nella cronaca giudiziaria e criminale della città, mentre le condizioni sociali ed economiche generali non sono migliorate al punto da rendere Palermo, e l’isola, felici sotto questo profilo. Il male, osserva, resta difficile da estirpare.
Il riscontro è nelle borgate del versante nord. «C’è una situazione molto, ma molto pesante», dice Alice Grassi, che indica San Lorenzo, Tommaso Natale, Sferracavallo e Barcarello, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicati danneggiamenti e richieste estorsive e dove le denunce hanno cominciato ad arrivare, anche con il supporto di Addiopizzo. Restano poche rispetto alla dimensione del fenomeno, riconosce, seppur qualcosa si sia mosso, ed è proprio da qui che sottolinea la necessità che le istituzioni attuino sul territorio un maggiore controllo.
Resta ancora sospeso il Parco Libero ad Acqua dei Corsari. «Ancora dal parco siamo lontanissimi, si parla sempre di bonifica», dice Alice Grassi: il progetto è pronto ed è stato presentato lo scorso anno, mentre le risorse restano vincolate al risanamento dell’area e non bastano più, perché il ciclone ha eroso un tratto di costa aprendo un problema di terreno inquinato che finisce a mare. Ne è seguita l’ennesima revisione, che la responsabilità del Comune dovrebbe chiudere entro settembre ma è evidente che l’apertura del parco sia ancora lontana.
Andrea Maria Rapisarda Mattarella
L’eresia della dignità: storia, morte e redenzione civile nell’assassinio di Libero Grassi