Cefalù nella storia: l’abbraccio a Mattarella tra memoria e speranza

Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Non è passato ma è svolgimento e quindi lega passato presente a venire»

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Due giorni a Palermo, per lui casa. Venerdì, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha incontrato gli operai della Fincantieri e nella giornata di ieri si è spostato a Cefalù, città che ospita una tre cattedrali arabo-normanne protette dall’Unesco. E proprio nella Cattedrale di Cefalù si è svoltoun evento che resterà impresso negli annali della cittàcui il Presidente ha partecipato. Si è trattato del convegno“Mediterraneo un mare di pace”,promosso dalla Fondazione Accademia Via Pulchritudinis, in collaborazione con il Comune e la Diocesi di Cefalù. L’incontro non ha rappresentato solo un momento di riflessione accademica, ma un vero e proprio riconoscimento istituzionale per la comunità siciliana.

Tumminello: «Mattarella punto di riferimento costante ed esemplare»

Il sindaco di Cefalù,Daniele Tumminello, ha dato voce all’orgoglio della cittadinanza sottolineando la straordinarietà dell’evento. Nel suo saluto, il primo cittadino ha dichiarato con commozione che“Cefalù oggi vive uno dei giorni più memorabili della sua storia millenaria”. Ha poi evidenziato come la partecipazione del Capo dello Stato sia un evento senza precedenti, affermando che la sua autorevole presenza:«Arricchisce la giornata odierna donando per la prima volta nella storia repubblicana alla città di Cefalù l’onore della presenza del capo dello Stato». Per il sindaco, la figura di Mattarella rappresenta per tutti: «Un punto di riferimento costante ed esemplare che ci porta ad avere fiducia e rispetto nelle istituzioni del paese e nel valore dell’unità nazionale».

Giuseppe Marciante: «Disarmare le parole e progettare un nuovo modus vivendi»

Sotto le volte secolari della Cattedrale di Cefalù, il Presidente della Repubblica è stato accolto come un “maestro” di speranza e un testimone di valori umani e cristiani ancorati al bene comune. Nel salutarlo, è stato richiamato il cuore del suo mandato:«L’impegno di noi tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze», ha detto Monsignor Giuseppe Marciante, vescovo della Diocesi di Cefalù. Il discorso di benvenuto ha evidenziato come la formazione del Presidente, influenzata da figure comeAldo Moro e Giorgio La Pira, abbia generato in lui un rigore morale capace di rifiutare ogni forma di violenza e nazionalismo. Oltre all’integrità personale, è stata lodata la sua attenzione verso learee interne, territori che non devono restare ai margini dello sviluppo. In questo contesto, è stato spiegato che la nascita del polo universitario conUniCamillusa Cefalù vuole essere un “ponte tra popoli” e un motore di rinascita contro lo spopolamento giovanile. Infine, di fronte ai conflitti globali, è stato lanciato un appello per ritrovare la pace nel Mediterraneo.«Siamo chiamati a “disarmare le parole” e progettare un nuovo modus vivendi», è stato affermato con forza, citando la missione storica delle civiltà mediterranee nell’edificazione di una “storia nuova del mondo”. L’incontro si è chiuso con l’invito a camminare insieme, come un’unica comunità, verso un futuro di serenità sotto lo sguardo delCristo Pantocratore.

Mattarella: «Svolgere azioni per la pace nel Mediterraneo»

Da parte sua, il Presidente Mattarella ha risposto con gratitudine, descrivendo l’intensità del dibattito come:«Un vero momento di vero godimento intellettuale», offrendo una riflessione profonda sul senso del tempo, spiegando che la storia:«Non è passato ma è svolgimento e quindi lega passato presente a venire». Secondo il Capo dello Stato, le lezioni tratte dal passato devono servire ad:«Adeguare comportamenti e iniziative»nelle responsabilità che ognuno esercita quotidianamente. L’evento si è concluso in un clima di festa, con la piazza gremita.

Mario Catalano

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