La notizia della storica decadenza della concessione alla società Italo-Belga, dopo oltre un secolo di gestione, doveva segnare l’alba di una nuova era per la spiaggia dei palermitani. Tuttavia, a pochi mesi dall’inizio della stagione balneare 2026, il litorale di Mondello si trova sospeso in un limbo burocratico che rischia di trasformare la “liberazione” della spiaggia in un rompicapo logistico e legale.
Il nodo PUDM: tempi lunghi e passaggi obbligati
Al centro della contesa c’è ilPUDM (Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo)del Comune di Palermo. Nonostante l’Amministrazione Lagalla abbia accelerato l’iter negli ultimi mesi, il documento è ancora lontano dall’approvazione definitiva.
Il piano, che ha ricevuto il via libera dalla Regione nel novembre 2025, è attualmente nella fase diintegrazione delle osservazionipresentate dai cittadini e dai portatori di interesse. Una volta completato questo passaggio, il testo dovrà affrontare: il voto inConsiglio Comunale(dove l’opposizione chiede chiarezza e rapidità ); un nuovo passaggio inRegioneper le valutazioni finali e infine attendere il decreto definitivo dell’Assessorato al Territorio (che può richiedere fino a 90 giorni).
Questi tempi tecnici appaiono inconciliabili con l’apertura dei lidi prevista per maggio-giugno. Senza un PUDM approvato, il Comune non può emanare i bandi di gara europei (secondo la direttiva Bolkestein) per le nuove concessioni.
La “soluzione tampone”: concessioni brevi e 14 lotti
Per scongiurare una spiaggia senza servizi, l’Assessorato regionale all’Ambiente ha ipotizzato unaprocedura semplificata. L’idea è quella di rilasciareconcessioni brevi di tre mesia canone maggiorato.
Il nuovo assetto di Mondello previsto dal PUDM in itinere prevede una rivoluzione democratica degli spazi:
14 lotti totali: la spiaggia non sarà più un unico “monolite” in mano a un solo gestore.
50% di spiaggia libera: metà del litorale resterà pubblica e fruibile gratuitamente.
Limiti rigorosi: ogni privato potrà gestire al massimo due lotti (limite di 1.000 o 3.000 mq a seconda delle versioni del piano) e avrà l’obbligo di pulire anche il tratto di spiaggia libera adiacente.
Le incognite: lo sgombero e la battaglia legale
Mentre i palermitani sognano varchi aperti e mare accessibile, restano due grandi ostacoli. La società Italo-Belga ha ricevuto l’ordine di liberare le aree entro 60 giorni. Rimuovere cabine, pedane e strutture storiche è un’operazione complessa che potrebbe non concludersi in tempo utile. La società ha già però preannunciato battaglia legale al TAR e al CGA. Una eventuale sospensiva del provvedimento di decadenza potrebbe congelare tutto, riportando la situazione al punto di partenza proprio alla vigilia dell’estate.
Lo scenario per l’estate 2026
Al momento, lo scenario più probabile per i bagnanti è unastagione di transizione. Se i ricorsi non bloccheranno l’iter, potremmo vedere una Mondello “spezzettata” tra diversi piccoli gestori temporanei e ampie zone di spiaggia libera. Resta però l’incognita sui servizi essenziali: chi garantirà la sicurezza, i bagnini e la pulizia se l’iter burocratico dovesse incepparsi ulteriormente? Il rischio, come sottolineato da diversi esponenti politici, è che il “sogno” di una Mondello libera si scontri con la dura realtà di una burocrazia che, ancora una volta, sembra non aver tenuto il passo con il calendario della natura.