Monreale incoronata dal MiC: tutte le tappe della vittoria e l’albo d’oro completo

Monreale conquista il titolo di Capitale Italiana del Libro 2027. La città normanna prevale sulle altre sei finaliste grazie al progetto di rilancio culturale da 500 mila euro. Un piano strategico che unisce rigenerazione urbana, innovazione digitale e valorizzazione del patrimonio arabo-normanno

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Monreale Capitale Libro 2027
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Sotto la coltre dorata che avvolge la Conca d’Oro, dove il mosaico bizantino del Cristo Pantocratore dialoga da secoli con il silenzio della pietra, Monreale non si limita a custodire la memoria: la risveglia. È in questo scenario di luci e ombre, tra le navate arabo-normanne e l’eco remota dello scriptorium dell’Abbazia di San Martino, che la parola scritta ritrova la sua vocazione originaria di ponte, cantiere e riscatto. Un ponte sospeso tra la maestosità del passato e le inquietudini del presente, pronto ad aprirsi a nuove storie da raccontare.

Un trionfo normanno nel segno della cultura

La proclamazione avvenuta nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura sancisce una svolta storica per il territorio siciliano. Monreale conquista il titolo di Capitale Italiana del Libro 2027, superando un’agguerrita concorrenza e ottenendo il riconoscimento all’unanimità da parte della giuria presieduta da Adriano Monti Buzzetti.

L’annuncio ufficiale, fornito dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, assegna alla cittadina alle porte di Palermo un contributo finanziario da 500 mila euro destinato a strutturare un piano quinquennale di promozione della lettura, dell’editoria e dell’inclusione sociale.

Il verdetto premia la visione di un centro urbano che trascende la sua millenaria vocazione turistico-monumentale per trasformarsi in un cantiere culturale dinamico. La combinazione tra l’imponente patrimonio arabo-normanno del Duomo e la rigenerazione degli spazi bibliotecari e civici ha convinto la commissione esaminatrice, sottolineando la maturità strategica del dossier di candidatura.

Monreale legge il mondo e la strategia del dossier

Il progetto vincitore, intitolato Monreale legge il mondo, si articola attorno a interventi infrastrutturali e materiali di ampia portata. Il piano operativo punta sul potenziamento e sulla digitalizzazione delle biblioteche locali, estendendo la rete dei servizi di lettura oltre il nucleo monumentale e raggiungendo le frazioni collinari e periferiche.

Un’attenzione specifica viene destinata alle giovani generazioni attraverso laboratori dedicati al linguaggio digitale, alla scrittura creativa e al podcasting.

L’Abbazia benedettina di San Martino delle Scale ricoprirà un ruolo centrale nella programmazione: la struttura ospiterà residenze d’artista e laboratori letterari volti a stimolare la filiera editoriale indipendente e la produzione d’autore.

La strategia integrata coniuga l’inclusione sociale delle fasce fragili con lo sviluppo economico del comparto turistico-culturale, configurando un modello replicabile per i piccoli e medi centri del Mezzogiorno.

Il quadro economico e la dotazione statale

Il piano finanziario che sostiene la designazione di Monreale si fonda sulla dotazione di mezzo milione di euro, valore massimo previsto dal bando ministeriale del Centro per il libro e la lettura. Il finanziamento statale erogato dal Ministero della Cultura rappresenta il perno attorno al quale ruota l’intera architettura economica del progetto Monreale legge il mondo.

L’analisi svolta dalla commissione valutatrice ha evidenziato la solidità amministrativa del piano, in cui le risorse pubbliche dirette agiscono da volano economico e moltiplicatore d’investimento.

La candidatura non ha previsto cofinanziamenti monetari diretti a carico del bilancio comunale, optando per una struttura finanziaria sostenibile supportata da conferimenti in beni, servizi e competenze messi a disposizione dalla rete di partner territoriali e istituzionali.

Ripartizione della spesa e sostenibilità pluriennale

L’impiego del contributo di 500 mila euro si articola lungo direttrici strategiche ben definite che bilanciano interventi strutturali e programmazione immateriale. Una quota rilevante della dote finanziaria è destinata all’ammodernamento tecnologico e all’infrastrutturazione delle biblioteche civiche, oltre alla digitalizzazione del patrimonio librario dell’Abbazia di San Martino delle Scale e dei presidi diffusi nelle frazioni.

I capitoli di spesa coprono inoltre la copertura finanziaria delle residenze d’artista e dei laboratori di scrittura e podcasting dedicati ai giovani e alle fasce a rischio di marginalità.

Le risorse garantiscono la sostenibilità economica delle attività operative lungo un arco temporale pluriennale, ponendo le basi per consolidare la rete del Patto per la Lettura anche oltre la conclusione dell’anno di mandato nel 2027.

La mappa dei competitor sconfitti

Mionreale Capitale del libro
Foto di gruppo dei finalisti (credits: MiC)

La corsa per l’assegnazione del titolo 2027 ha visto in lizza settecittà finaliste giunte all’ultima fase di selezione ministeriale. Monreale ha prevalso al termine di un confronto serrato che ha coinvolto territori di forte tradizione culturale e amministrativa.

Tra le rivali figurava Treviso, che presentava una proposta focalizzata sull’innovazione editoriale nel Nord-Est. In corsa c’erano anche la sarda Nuoro, fulcro della letteratura novecentesca dell’isola, e Iglesias, rappresentante del riscatto culturale del Sulcis Iglesiente. Hanno completato il quadro delle finaliste la lucana Chiaromonte in provincia di Potenza, la campana Pomigliano d’Arco e la città abruzzese di Teramo. Ciascuna realtà ha difeso dossiers focalizzati sul legame tra comunità residente e pratica della lettura.

Origine della Capitale del Libro e l’albo d’oro

Istituito con la legge 13 del 13 febbraio 2020, il titolo di Capitale Italiana del Libro nasce su iniziativa del Ministero della Cultura per favorire i progetti di promozione della lettura e valorizzare l’ecosistema editoriale nazionale.

Il riconoscimento assegna annualmente al comune vincitore un contributo statale di mezzo milione di euro gestito direttamente dal Centro per il libro e la lettura (Cepell).

Analizzando l’albo d’oro degli ultimi cinque anni si nota una distribuzione geografica variegata. Nel 2022 il titolo è stato conferito a Ivrea, incoronata per il forte legame storico tra tecnologia olivettiana, architettura industriale e diffusione della cultura scientifica ed umanistica.

Nel 2023 ha trionfato Genova con un articolato programma di eventi diffusi nel centro storico e nei musei civici. Nel 2024 la scelta è ricaduta sul comune calabrese di Taurianova, premio al valore sociale del libro in un contesto ad alta criticità territoriale.

L’edizione 2025 ha visto la vittoria della cittadina laziale di Subiaco, forte della sua secolare memoria legata alla nascita della prima tipografia d’Italia all’interno dell’abbazia di Santa Scolastica. Nel 2026 il titolo è andato a Pistoia, la cui programmazione sul coraggio di leggere ha fatto da apripista prima del definitivo passaggio di testimone a Monreale per il 2027.

Roberto Greco