Nuovi e dirompenti scenari si aprono sul caso della morte di David Rossi, l’ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena trovato senza vita la sera del 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Palazzo Salimbeni. Nel corso di una riunione dell’Ufficio di presidenza, il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta Gianluca Vinci ha illustrato i risultati e le valutazioni più recenti emerse dai lavori, introducendo nomi precisi e una ricostruzione investigativa radicalmente distante dalle prime archiviazioni.
La dinamica: da un piano intimidatorio all’omicidio preterintenzionale
Secondo quanto riferito dalla Commissione e basato anche sugli accertamenti tecnici e sui colloqui investigativi condotti dai consulenti, l’evento fatale non sarebbe riconducibile a un gesto volontario. Al contrario, gli elementi raccolti delineano l’ipotesi di un’aggressione sfociata in tragedia.
Il piano originario dei soggetti coinvolti, stando a questa linea di valutazione, non prevedeva l’eliminazione del manager: l’obiettivo iniziale sarebbe stato un’azione intimidatoria. La situazione sarebbe tuttavia degenerata nel corso del contatto all’interno della sede della banca, trasformandosi in un’azione violenta culminata nella caduta nel vuoto. A ciò si aggiungono le recenti risultanze delle analisi condotte dal Ris dei Carabinieri sui filmati di vicolo Monte Pio, che avrebbero evidenziato la presenza di persone nell’area sottostante (ipotizzando anche un’azione volta a bloccare o ritardare i soccorsi).
I nomi al centro dell’inchiesta parlamentare
Nel corso dell’illustrazione, la Commissione ha fatto emergere due figure chiave a cui verrebbero attribuiti ruoli differenti nella fase ideativa e organizzativa dell’episodio: Giuseppe Mussari, ex presidente di MPS, è indicato dalla Commissione come il presunto mandante dell’azione intimidatoria e Gabriele Ceccherelli (noto come “lo Zena”, ex calciante del Calcio storico fiorentino) viene ritenuto il soggetto che avrebbe curato l’organizzazione della spedizione, individuando le persone incaricate di metterla in pratica.
La Commissione ha inoltre evidenziato l’intenzione di procedere alle audizioni formali dei soggetti citati, garantendo loro piene tutele difensive e la facoltà di risposta o di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Le reazioni e i prossimi passi giudiziari
Trattandosi di risultanze e ipotesi formulate in sede politica e parlamentare, le indicazioni della Commissione non costituiscono sentenze né responsabilità accertate in sede penale.
I diretti interessati hanno immediatamente replicato alle accuse. Già in precedenza, alla diffusione delle prime anticipazioni, Giuseppe Mussari aveva fermamente respinto ogni addebito preannunciando azioni legali e definendo infondate le ricostruzioni. Dal canto suo, Gabriele Ceccherelli ha smentito categoricamente qualsiasi legame con la vicenda, dichiarando di non conoscere gli elementi né i protagonisti del caso.
Il dossier e la documentazione raccolta dalla Commissione verranno ora trasmessi alle autorità giudiziarie competenti. Spetterà dunque alla magistratura il compito di verificare la consistenza delle dichiarazioni, arrivate in gran parte da colloqui con soggetti detenuti, e stabilire se esistano i presupposti per trasformare queste ipotesi investigative in prove processuali.
Roberto Greco