Palermo, preoccupazione per la chiusura temporanea dell’ospedale Ingrassia

Gli interventi previsti sono finalizzati all'adeguamento strutturale, impiantistico e architettonico del presidio dell’Asp di Palermo

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Ospedale Ingrassia
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Saranno avviati a luglio del 2027 e dureranno almeno tre anni i lavori di riqualificazione dell’ospedale Ingrassia di Palermo, che daranno al presidio sanitario un volto nuovo. Ricevuta la notizia, però, i sindacati di categoria hanno espresso preoccupazione sulla continuità delle prestazioni sanitarie e sul futuro occupazionale del personale. Gli interventi previsti sono finalizzati all’adeguamento strutturale, impiantistico e architettonico del presidio dell’Asp di Palermo. Inoltre, nelle previsioni, dovrebbe migliorare anche l’organizzazione dei percorsi assistenziali e la qualità complessiva dell’offerta sanitaria.

Costi e modalità della riqualificazione

Una struttura antica e vetusta come quella che ospita l’Ingrassia ha reso la ristrutturazione non più procrastinabile e restituirà alla città un ospedale nuovo con una spesa di 26 milioni di euro, che rientrano nell’ambito della più vasta opera di riqualificazione edilizia sanitaria prevista dalla Regione Siciliana. L’accordo di programma con il Ministero della Salute riguarda la realizzazione di quattro progetti. Tre nuove strutture: il Polo pediatrico di eccellenza, il nuovo Policlinico e l’ospedale Palermo nord-Polo oncoematologico. Il quarto progetto è proprio quello in esame, relativo alla ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’ospedale Ingrassia. L’intervento finanziario sarà di circa 828 milioni di euro, con un incremento delle risorse iniziali, di cui poco più di 712 milioni di euro di fondi ex art. 20.

«Sono molto soddisfatto del lavoro fatto» ha detto al momento della firma del progetto il presidente della Regione Renato Schifani, che ha coordinato i lavori della cabina di regia. «Abbiamo operato una scelta di fondo: investire in questa fase nella realizzazione di strutture sanitarie nella Sicilia occidentale, che necessita di un urgente rafforzamento della struttura ospedaliera pubblica – ha precisato -. Un risultato che si deve all’impegno dei tanti attori in campo e alla firma di una convenzione con Invitalia, che sarà centrale di committenza e struttura di supporto tecnico per la realizzazione di tutti gli interventi».

Secondo la relazione di intervento, al piano seminterrato ci sarà un nuovo e più funzionale adeguamento del pronto soccorso, più grande e accessibile, per convogliare una maggiore utenza non solo da una parte della città, ma anche dai comuni limitrofi. Al piano rialzato, la progettazione prevede le nuove unità operative di farmacia, terapia del dolore, lungodegenza, geriatria e deposito farmaci, oltre all’ufficio relazioni con il pubblico. Al primo piano ci sarà il reparto di medicina interna, al secondo piano la direzione sanitaria di presidio, al terzo piano l’endoscopia e gli altri reparti. Un ospedale moderno che, secondo le stime, sarà pronto nel 2030 e sarà accessibile come una grande isola pedonale a misura d’uomo, con un percorso destinato alle persone con disabilità.

Gestione della chiusura dei reparti 

Il presidio sanitario Ingrassia conta 133 posti letto e 30.000 accessi al pronto soccorso. Numeri che hanno destato subito preoccupazione tra le sigle sindacali, che hanno inviato una richiesta urgente di incontro all’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, e, per conoscenza, al direttore generale dell’Asp di Palermo, Alberto Firenze, per ottenere chiarimenti sulle modalità di gestione della struttura durante il lungo periodo dei lavori. «Riteniamo fondamentale che un processo di tale impatto venga gestito con la massima trasparenza e partecipazione» hanno scritto in una nota i sindacati Cimo, Aaroi Emac, Fvm, Anaao Assomed, Fials, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind. 

Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, nel corso dell’ultimo incontro con la Direzione generale dell’Asp, che si è svolto il 13 ottobre, sarebbero emerse le prime indicazioni sulla durata degli interventi. Tuttavia, ad oggi, non sarebbero state fornite comunicazioni ufficiali e dettagliate sulle tempistiche, sulla riorganizzazione dei servizi e sulle soluzioni previste per garantire l’assistenza sanitaria alla popolazione.

Preoccupazione delle sigle sindacali

«Abbiamo chiesto di sapere dove saranno trasferiti i reparti strategici, le attività ambulatoriali e i servizi di emergenza-urgenza, con particolare riferimento al Pronto soccorso, ad Anestesia e rianimazione e all’Unità di terapia intensiva coronarica – ha dichiarato a l’altroparlante il dottore Giuseppe Bonsignore del sindacato Cimo -. L’obiettivo è scongiurare pesanti ripercussioni sull’utenza, il rischio di un allungamento delle liste d’attesa e possibili difficoltà nell’accesso alle cure durante i lavori».

La soluzione sul tavolo dell’Azienda sanitaria provinciale, in coordinamento con l’assessorato regionale della Salute, sarebbe quella di aprire un ospedale da campo nell’area del Tenente Onorato, utilizzata fino a qualche anno fa dal Palermo Calcio come sede degli allenamenti. La struttura, gestita dall’Esercito italiano, potrebbe sopperire temporaneamente alle esigenze assistenziali, come una sorta di ospedale da campo.

Altrettanto delicata è la questione occupazionale. I sindacati chiedono garanzie sulla stabilità lavorativa e sulle modalità di ricollocazione temporanea del personale sanitario e amministrativo, ma anche dei dipendenti delle ditte esterne che assicurano servizi essenziali come pulizia, mensa e vigilanza. I sindacati chiedono dunque certezze sull’assistenza ai cittadini durante i tre anni di lavori, su quali strutture accoglieranno i reparti e i servizi trasferiti e su quali saranno le garanzie per i lavoratori.

Sonia Sabatino