Il Palermo chiude la 10ª giornata del campionato di Serie B facendo gli onori di casa con il Vicenza. Pippo Inzaghi, dopo l’ampio turnover di Pisa, torna al consueto 4-2-3-1 con Peda confermato al posto di Bani, Segre e Ranocchia davanti alla difesa ed Hernani assieme a Johnsen e Vavassori dietro l’unica punta Pohjanpalo. La formazione ospite si schiera con il 3-5-2 Merkaj e Morra in avanti, Brighenti centrale del trio difensivo, Valoti con licenza di inventare a centrocampo che trasforma il modulo di Gallo in un 3-4-1-2 in fase di possesso.
La partita
Primo tempo
Pronti via, è clamorosamente il Vicenza a sbloccare la partita del Barbera con la rete di Brighenti abile a battere Perin in mischia da calcio d’angolo. Beffa iniziale per il Palermo che vede complicarsi sul nascere la serata. L’undici ospite prende fiducia e si fa pericoloso ancora una volta dalla bandierina, ma nella circostanza la difesa di casa allontana la minaccia. Palermo che si affida spesso all’uomo contro uomo di Johnsen per tentare di creare pericoli alla difesa avversaria. Il primo cartellino giallo della serata è di Morra per fallo nei confronti di Vavassori. In ritardo il centrocampista nei confronti dell’attaccante. Primo quarto d’ora in cui il Vicenza difende molto basso, nell’intento di chiudere ogni spazio a disposizione del Palermo, pronto a ripartire in verticale in contropiede. La trama della partita è chiara e anche prevedibile con l’undici rosanero a fare la partita e il Vicenza a cercare di limitare la fantasia di Hernani e compagni.
Palermo che trovando molta difficoltà, soprattutto con Segre e Ranocchia in mezzo al campo, a costruire azioni interessanti. Sempre dalla sinistra arrivano le azioni del Palermo con Johnsen che salta spesso l’uomo e serve in area sperando nella rete di Pohjanpalo che manca da circa un mese. Ma il pericolo maggiore arriva dal Vicenza con Pietrelli che salta due uomini, a dire la verità con molta semplicità, e calcia verso Perin abile a chiudere le gambe e a respingere la minaccia. Il Palermo va in rete ma il VAR annulla per evidente fuorigioco di Johnsen che era stato freddo a battere Gagno. Il pari dei padroni di casa arriva a ridosso del duplice fischio proprio con il solito Johnsen. Azione di qualità del Palermo con Vavassori, servito da Pohjanpalo, il cui tiro viene respinto, ma a porta vuota ci pensa l’attaccante norvegese a realizzare il gol dell’1-1. È il risultato finale che chiude la prima frazione di gara.
Secondo tempo
La ripresa inizia con il Palermo trasformato dal pari ottenuto nella fine del primo tempo. Ci prova Hernani sul versante destro, entra in area di rigore, serve a rimorchio Cassandro che da fuori area calcia ma la palla termina alta sopra la traversa. Sono prodromi del vantaggio rosanero che arriva al minuto 54 con Vavassori, quinta rete per lui in campionato, che conclude nel migliore dei modi l’assist di Segre. All’ora di gioco Gallo inaugura il valzer delle sostituzioni, fuori Morra e Pietrelli, dentro Rauti e Caferri. Pochi minuti più tardi risponde Pippo Inzaghi cambiando tre uomini: out Pohjanpalo, Segre e Ranocchia, dentro Gabrielloni, Estevez e Mazzitelli. Sempre Vavassori tra i più pericolosi dei suoi, stavolta sbaglia la rete del tris. Si presenta davanti Gagno ma calcia alto sopra la traversa.
Si aprono praterie nella trequarti ospite, Johnsen vola via sulla sinistra ma sbaglia la misura del tiro che si spegne sul fondo. Cambi in casa Vicenza, fuori Merkaj per Moncini e Costa per Corazza. Arriva il momento di Gomes che entra al posto di Hernani uscito tra gli applausi del Barbera. Ancora sostituzioni in casa Palermo, fuori Johnsen e dentro Magnani che si disegna a tre in difesa. Gallo gioca il tutto per tutto sostituendo Carraro per Alessio. La chiude il Palermo con ancora Vavassori, un’altra doppietta per il gioiellino rosanero. È il 3-1 definitivo che conclude la serata del Renzo Barbera facendo volare la capolista in cima alla classifica a 23 punti. Vittoria meritata per la formazione di Pippo Inzaghi che, dopo un inizio incerto, ha imposto tutta la propria qualità contro un avversario che ha provato a resistere ma poco ha potuto rispetto alla supremazia di casa.
Francesco Lupo
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