Piano Battaglia. Perchè gli impianti di risalita riapriranno il 24 gennaio

La situazione a Piano Battaglia, oggi, è un mix di criticità che spaziano dalla gestione operativa alla logistica stradale

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L’arrivo dei collaudatori di Ansfisa a Piano Battaglia per i collaudi finali della seggiovia

Mentre la neve cade generosa sulle Madonie, il paradosso di Piano Battaglia sembra vicino a una risoluzione: dopo un ulteriore fine settimana di impianti fermi, la data della ripartenza ufficiale è fissata per sabato 24 gennaio. Lo ha annunciato Totò Lentini, presidente di Palermo Energia a LiveSicilia, confermando che giovedì e venerdì della prossima settimana i tecnici dell’Ansfisa (l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali) saranno sul posto per i collaudi finali necessari a sbloccare la seggiovia, superando l’attuale fase autorizzativa che finora ha permesso soltanto l’attivazione del tapis roulant. Per rispondere alle durissime critiche sulla gestione operativa – definita inaccettabile dai rappresentanti del territorio a causa di collaudi e bandi che partono sistematicamente in ritardo – la società in-house della Città Metropolitana ha inoltre pubblicato un avviso per l’assunzione stagionale di otto figure chiave. Si tratta di cinque agenti di pedana, due addetti al soccorso piste e un operatore per il battipista, innesti necessari per garantire un’apertura continuativa e superare quel “motore spento” del turismo madonita che ogni anno penalizza l’economia locale. Questa mossa punta a mitigare i disservizi lamentati, tra gli altri, dalla Consulta giovanile delle Madonie, che vede nella mancanza di programmazione e nella frammentazione delle competenze tra Comuni e Palermo Energia il principale ostacolo allo sviluppo della stazione sciistica. «Manca una visione complessiva su Piano Battaglia che riesca veramente a valorizzare la montagna, la neve e l’area sciistica», denuncia Tiziana Albanese, presidente della Consulta giovanile delle Madonie, sottolineando come il problema sia ormai strutturale e si ripeta ogni anno.

Madonie tra bellezza e disservizi

La situazione, oggi, è un mix di criticità che spaziano dalla gestione operativa alla logistica stradale. Albanese spiega che esiste un problema legato alla viabilità: non c’è una cabina unica. A complicare il quadro è la frammentazione delle competenze; se la gestione del traffico ricade sui comuni, gli impianti sono in mano a Palermo Energia, società della Città Metropolitana, creando una distanza decisionale che appare come una mancanza di interesse verso il territorio. «Se una società in-house ha in gestione degli impianti e non li gestisce, non si capisce perché esiste», incalza la presidente, definendo inaccettabile che i collaudi e i bandi partano puntualmente in ritardo. Il disagio non si ferma alle piste, ma investe drammaticamente i servizi essenziali. La gestione dei soccorsi è un altro punto dolente: Albanese riferisce di come l’assenza di un reparto di ortopedia nel vicino ospedale di Petralia Sottana porti a situazioni paradossali: «In un territorio con la stazione sciistica a due passi, è assurdo non avere ortopedia; vediamo gente steccata con i cartoni e mandata a Termini Imerese», racconta, evidenziando come la carenza di personale sanitario e i tagli alla pianta organica rendano l’area vulnerabile proprio nei momenti di maggiore affluenza turistica. In questo contesto, i giovani delle Madonie chiedono risposte chiare, convinti che senza una programmazione seria la montagna rischi di rimanere una risorsa sprecata.

Piano Battaglia: autorizzazioni Ansfisa in dirittura d’arrivo

La situazione degli impianti di Piano Battaglia resta al centro dell’attenzione amministrativa e turistica, con le strutture che si trovano attualmente «nella fase autorizzativa tramite Ansfisa», come confermato dal sindaco di Petralia Sottana, Pietro Polito. La gestione e il controllo dei complessi, di proprietà della Città Metropolitana, sono affidati alla società in house Palermo Energia. Nonostante l’attesa per il pieno regime, il primo cittadino ha precisato che «la prossima settimana sarà attivo il tapis roulant», mentre si guarda con ottimismo ai prossimi giorni. Infatti, secondo Polito: «A breve dovrebbero essere aperti anche gli impianti serviti dalla seggiovia». Per garantire la massima tempestività nelle operazioni, il sindaco ha sottolineato di essere costantemente: «In contatto con la Città Metropolitana di Palermo e la direzione di Palermo Energia sull’evolversi della situazione».

Piano Battaglia: la ricetta per un rilancio fondato su gestione privata, efficienza operativa e turismo sostenibile

Il rilancio di Piano Battaglia non è solo una questione di impianti, ma una sfida di coordinamento e visione territoriale. A delineare la rotta è Giuseppe Ferrarello, recentemente insediatosi come presidente dell’Ente Parco delle Madonie. Ha già le idee chiare sulle criticità storiche che affliggono la località montana. Uno dei nodi principali riguarda la complessità delle competenze (la gestione tecnica degli impianti di risalita e della viabilità non ricade direttamente sotto l’Ente Parco): «La gestione non è nostra, anche se Piano Battaglia si trova all’interno del Parco delle Madonie», ha dichiarato, sottolineando come l’Ente stia agendo con forza per sollecitare una maggiore sinergia tra i vari attori. Il danno d’immagine e funzionale derivante dai disservizi, infatti, ricade inevitabilmente sull’intero territorio. Un punto cruciale riguarda la gestione della neve. Secondo il Presidente, la prontezza operativa è fondamentale per accogliere i flussi turistici in modo professionale: «Bisognerebbe spalare la neve dalle 3 di notte fino alle 8 di mattina». Per raggiungere questo obiettivo, suggerisce un coordinamento più snello, ipotizzando un maggiore coinvolgimento dei privati per superare le lungaggini burocratiche. Ma la visione futura di Ferrarello va oltre l’emergenza stagionale. L’obiettivo è creare un “pacchetto sostenibile” che metta insieme tutte le risorse dell’area, dai parcheggi ai laghetti del Parco, fino alle strutture ricettive e alle ex case forestali: «Vedo Piano Battaglia in mano a un privato che funzioni, che sia un imprenditore serio e che non sia legato solo agli impianti di risalita».

Mario Catalano

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