Il Catania perde nel campo del Potenza a margine di una partita caratterizzata da episodi contestati. Il risultato finale di 2-1 premia la capolista del girone C di Serie C che continua la striscia positiva in cima alla classifica e crea il vuoto rispetto proprio alla formazione siciliana ora distante 9 punti.
La partita
Il Catania non è riuscito a risalire la china dopo la rete patita ad inizio partita che ha indirizzato irrimediabilmente il pomeriggio dello stadio Viviani. Il gol di Ghisolfi ha complicato il piano gara della formazione di Longo che si è vista annullare l’eventuale rete del pari di Cicerelli per una posizione di fuorigioco fortemente contestata dai siciliani. Nella ripresa il raddoppio, arrivato su calcio di rigore realizzato da Castorani, ha indirizzato definitivamente la contesa nonostante un ottimo Catania abbia tentato fino alla fine di evitare la capitolazione. Allegretto nel finale, dopo un altro gol annullato a Cavuoti sempre per fuorigioco questa volta di Caturano, ha tentato di rianimare la speranza dei siciliani ma è troppo tardi. Il 2-1 finale premia la capolista ma lascia un significativo sapore di rimpianto nel club etneo. Resta la sensazione di un Catania che deve ancora maturare soprattutto nella gestione dei momenti decisivi della partita in cui spesso, anche in altre esperienze trascorse, ha dimostrato di non essere all’altezza.
La classifica attuale recita meno nove dalla prima della classe; un divario che, seppur ad inizio stagione, è certamente rilevante e diverso rispetto all’eventuale successo che avrebbe consentito a Coda e compagni di avvicinarsi ulteriormente alle ambizioni di inizio campionato. Lo stesso Emilio Longo, nella consueta conferenza stampa del post partita, ha esercitato autocritica non riducendo la sconfitta ai tanti episodi contestati ma pretendendo maggiore attenzione da parte dei suoi. A cominciare proprio dalla rete presa dopo pochi minuti di gioco da calcio d’angolo in cui la retroguardia etnea si è fatta sorprendere con colpevole stasi. La reazione nella parte finale del match, invece, dimostra ulteriormente la notevole forza caratteriale di una squadra consapevole della propria missione e dell’onere assunto indossando la maglia rossazzurra. L’ardua missione di Longo resta quella di colmare le amnesie spesso fatali per l’obiettivo finale. Solo così il Catania potrà realmente ambire a obiettivi importanti e coerenti con la propria storia, così come auspicato dalla città.
Francesco Lupo
