«La comunicazione negliEnti locali non è un elemento accessorio, ma una funzione essenziale della pubblica amministrazione, già delineata dalla legge 150/2000 e oggi rafforzata dalle nuove norme che prevedono anche la possibilità di assumere figure come il social media manager. Nei piccolissimi Comuni spesso non ci sono le condizioni per strutture dedicate in via esclusiva, ma si possono immaginare forme di associazionismo tra enti e collaborazioni sovracomunali». Lo hanno dettoPaolo AmentaeMario Emanuele Alvano,rispettivamente presidente esegretario generale di Anci Sicilia, durante il convegno Comunicare per raccontare. Nuove sfide per gli enti locali, che si è svolto nella sala Pio La Torre dell’Assemblea regionale siciliana (Ars). Un’iniziativa promossa e organizzata daAnci Sicilia, in collaborazione conUNA, Aziende della comunicazione unite e patrocinata dal Comune di Palermo. Momento centrale della mattinata la presentazione del “Libro verdeUNAdellegare pubbliche nella comunicazione”, documento che esamina le procedure di gara degli ultimi tre anni nel settore della comunicazione istituzionale.
La corsa contro il tempo: tra la velocità dei social e la trappola delle fake news
«Oggi la comunicazione è molto più veloce rispetto al passato». Con queste parole, Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars, ha analizzato le sfide del racconto pubblico, evidenziando come la politica debba imparare a gestire una realtà in cui: «Una notizia data dopo mezz’ora talvolta è vecchia». Galvagno ha denunciato il pericoloso scollamento tra l’azione amministrativa e la sua percezione, sottolineando che viviamo in un’era in cui la notizia, spesso ridotta a un semplice titolo, diventa subito verità agli occhi del pubblico. In un clima definito dal presidente come “giustizialista” e non “garantista”, il rischio è che la velocità dell’informazione sacrifichi la profondità e la verità, alimentando fake news e distorsioni della realtà: «C’è una grande differenza tra quello che si fa e quello che si comunica», ha detto, puntando il dito contro la proliferazione di siti non qualificati e il fenomeno del “copia e incolla” che genera un effetto “devastante” sulla reputazione dei soggetti coinvolti, specialmente quando le successive smentite non ricevono la stessa risonanza mediatica. Per Galvagno, è dunque fondamentale che chi fa politica apprenda i nuovi strumenti comunicativi, ma serve anche un maggiore senso di responsabilità e controllo per garantire la correttezza dell’informazione.
Il mercato del valore: quando lo Stato diventa il primo alleato della comunicazione
«La comunicazione è il modo attraverso cui riusciamo ad arrivare ai cittadini», ha detto Davide Arduini, Presidente diUNA, sottolineando il valore strategico di un comparto che rappresenta oltre 300 aziende e il 90% del mercato nazionale. Arduini ha definito l’incontro un “momento iconico”, evidenziando come, per la prima volta, l’associazione stia stringendo un legame forte con le istituzioni partendo proprio dalla Sicilia e dal Sud, grazie anche all’istituzione di una specifica delega territoriale. Durante il suo intervento, il presidente ha posto l’accento su un’anomalia del sistema Italia: «Mentre in molti Paesi occidentali lo Stato rappresenta il primo cliente del settore, in Italia questo equilibrio non è ancora raggiunto–haribadito –dobbiamo lavorare affinché si arrivi a quelle condizioni per valorizzare l’aspetto economico della professione». L’obiettivo fondamentale, ha aggiunto, è quello di abbattere le barriere d’accesso, permettendo a tutte le imprese associate di partecipare alle gare pubbliche e poter dare un contributo di valore alla narrazione degli enti locali. Arduini ha concluso auspicando che questo confronto possa estendersi a tutte le regioni, convinto della necessità di «mettere in discussione quello che è l’importante mondo della comunicazione su scala nazionale».
Regole d’oro per appalti virtuosi: il “Libro Verde” come bussola per le istituzioni
«Vogliamo fare in modo che le gare facciano il bene della comunicazione». Con questo auspicio Massimo Romano, CEO di Spencer & Lewis e Board Member diUNA, ha presentato il “Libro Verde delle gare pubbliche” nel corso del convegno focalizzato sulle sfide narrative per gli enti locali. Ha spiegato come l’iniziativa non miri a imporre norme rigide, ma a fornire alle istituzioni “dieci consigli di buone pratiche” per rendere le procedure sempre più efficaci. Dopo la prima tappa istituzionale a Roma, il progetto sta ora attraversando il territorio nazionale per favorire un confronto costruttivo tra il mondo delle agenzie e la Pubblica Amministrazione. L’obiettivo finale, come sottolineato dal manager, è quello di: «Aprire un dialogo e fare in modo che il dialogo tra istituzioni e associazioni sia sempre più fruttuoso», garantendo cosìun’evoluzione positiva e virtuosa per l’intero comparto.
“Fare è comunicare”: la narrazione a 360 gradi che dà forma alla visione politica
«Fare senza comunicare equivale a non fare». Queste le parole di Giampiero Cannella, vicesindaco di Palermo, intervenuto al convegno sulla narrazione pubblica e la presentazione delLibro Verde UNA. «Oggi– ha aggiunto Cannella –la comunicazione è un fenomeno globale e istantaneo che non permette pause. Non è più soltanto la carta stampata, che resta semmai uno strumento di approfondimento, ma una realtà che investe quotidianamente chiunque abbia una responsabilità pubblica, trasformando ogni gesto in un potenziale messaggio in tempo reale». Secondo il vicesindaco, le amministrazioni moderne hanno il dovere di costruire una narrazione che “renda plastica la visione dell’amministratore”, rendendo comprensibile ai cittadini e alle cittadine sia l’attività quotidiana che le linee strategiche di indirizzo. In questo contesto, il vicesindaco ha evidenziato come la figura tradizionale dell’addetto stampa, pur restando valida, non sia più sufficiente se non affiancata da strutture capaci di presidiare l’intero spettro comunicativo a 360 gradi. La comunicazione, ha concluso l’esponente della giunta palermitana, deve smettere di essere percepita come un elemento accessorio dei bilanci pubblici per essere riconosciuta come un “elemento fondamentale degli enti locali”, cuore pulsante di un confronto democratico capace di generare idee e visioni strategiche per il territorio.
Dai social all’intelligenza artificiale: semplificare il linguaggio per arrivare a ogni cittadino
«Quando la comunicazione è fatta bene non ti puoi nascondere dietro un dito», ha spiegatoil presidente di Anci SiciliaPaolo Amenta, aprendo la sua riflessione sulla necessità di “mettere ordine” nel panorama comunicativo dei 391 comuni dell’isola. Ha evidenziato come il passaggio dalla legge 150 all’era dell’intelligenza artificiale richieda una trasformazione radicale: non si tratta solo di rincorrere la tecnologia, ma di toccare la “carne viva del servizio al cittadino“. «Solo semplificando il linguaggio burocratico si può far comprendere l’importanza di servizi essenziali come asili nido e mense, rendendo la comunicazione un vero strumento di democrazia», ha aggiuntoAmenta. La sfida futura per i comuni siciliani è dunque la creazione di uffici professionali che integrino uffici stampa, social media manager e specialisti del digitale, superando però i rigidi limiti di spesa che oggi bloccano il personale. «Dobbiamo modificare alcune regole e dare priorità alle assunzioni», ha incalzato Amenta, sollecitando una deroga ai vincoli attuali per intercettare ogni fascia della popolazione, poiché ormai, in un mondo iperconnesso: «Anche il vecchietto di 90 anni possiede un profilo Facebooked è proprio lì che le istituzioni devono offrire i propri servizi».
Mario Catalano