C’è voluta un’attesa lunga oltre due secoli, ma finalmente uno dei titoli più imponenti e complessi del repertorio belcantistico sta per varcare la soglia del Teatro Massimo di Palermo. LaSemiramidedi Gioachino Rossini, l’ultima opera composta dal “Cigno di Pesaro” per un teatro italiano prima del suo trasferimento a Parigi, debutta nella Sala Grande di Piazza Verdi, segnando un momento storico per la stagione 2025-2026.
Un evento atteso da generazioni
Nonostante la sua fama monumentale, laSemiramidenon era mai stata messa in scena al Teatro Massimo. Scritta nel 1823 per la Fenice di Venezia, l’opera rappresenta l’apice del genere tragico rossiniano: una partitura colossale, intrisa di misticismo, fantasmi, intrighi di potere e una vocalità ai limiti dell’impossibile. La scelta della Fondazione Teatro Massimo di inserirla nel cartellone di marzo 2026 colma dunque un vuoto storico, offrendo al pubblico palermitano un’esperienza di “grand opéra” ante litteram.
La sfida del cast e la direzione d’orchestra
Mettere in scenaSemiramidesignifica affrontare sfide tecniche che pochi teatri al mondo possono sostenere. Per l’occasione, il podio è affidato alla bacchetta esperta diChristopher Franklin, chiamato a governare l’imponente architettura orchestrale rossiniana.
Il cast vocale vede l’alternanza di stelle internazionali. Nel ruolo del titolo, la regina di Babilonia, si esibirannoVasilisa Berzhanskaya(e Maria Grazia Schiavo), soprano capace di dominare le impervie colorature rossiniane.Chiara Amarù, palermitana d’origine e oggi riferimento mondiale per i ruolien travesti, darà voce e corpo ad Arsace, il giovane guerriero centro del dramma edipico. Il temibile Assur sarà interpretato daMirco Palazzi, mentre il ruolo del principe Idreno vedrà il ritorno di uno specialista del calibro diMaxim Mironov.
Una regia tra Rouen e Palermo
La produzione è frutto di una prestigiosa coproduzione internazionale con l’Opéra de Rouen Normandie. La regia, le scene e i costumi portano la firma diPierre-Emmanuel Rousseau, che ha concepito un allestimento capace di dialogare con la maestosità dell’opera, rispettandone il sapore mitologico ma sottolineando la modernità del dramma psicologico di una madre e di un figlio divisi da un segreto di sangue.
Un appuntamento da non perdere
Con una durata che sfiora le quattro ore (compresi gli intervalli), laSemiramidenon è solo un’opera, ma un rito. È il trionfo della melodia infinita e del virtuosismo che non è mai fine a se stesso, ma espressione del tormento dei personaggi. Per Palermo, questo debutto rappresenta la conferma della centralità del Teatro Massimo nel panorama operistico europeo, capace di rispolverare capolavori rari con una qualità produttiva di altissimo profilo.
La “prima” è fissata per l’11 marzo 2026, con repliche previste fino al 18 marzo. Un appuntamento che promette di attirare a Palermo appassionati da tutta Italia per quello che si preannuncia come l’evento clou della stagione belcantistica.