Sicilia, cantiere sanità: tra tecnologia da record e la sfida dei cent’anni

Intervista a Massimiliano Maisano, dirigente dell’assessorato alla Salute della Regione Siciliana e referente unico Pnrr - Missione 6

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La Sicilia si proietta verso una medicina modulare e tecnologica, affrontando le sfide dei rincari delle materie prime e della scarsità di imprese nel settore edilizio. «Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha cambiato la chiave di lettura: non si tratta più di ottenere un finanziamento e poi realizzare l’opera, ma di completare gli interventi nei tempi previsti, rispettando le risorse assegnate», dichiaraMassimiliano Maisano, dirigente dell’assessorato alla Salute della Regione Siciliana e referente unico Pnrr – Missione 6 e aggiunge:«Tale approccio “a performance” segna una vera metamorfosi culturale, nella quale la nostra Regione che pesa per il 10% sull’intero comparto sanitario nazionale, punta a risultati concreti e misurabili».

Dalla programmazione ai risultati: il PNRR passa alla prova dei fatti

Il passaggio dalla vecchia programmazione alla messa a terra degli interventi è stato netto. Maisano spiega che, nonostante il piano sia basato solo sulla performance e su scadenze rigorose, la Regione Siciliana è riuscita finora a rispettare ogni obiettivo fissato nel contratto istituzionale di sviluppo. «Le abbiamo raggiunte tutte», afferma con soddisfazione, ricordando come i timori iniziali riguardassero la fornitura di grandi macchinari medici. Al contrario, proprio il settore tecnologico ha registrato un successo inaspettato:a fronte di un obiettivo di 256 grandi attrezzature, la regione ne ha acquistate ben 301, tutte fornite tempestivamente dai grandi player mondiali.

Le sfide e le difficoltà attuative

Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli, specialmente sul fronte dell’edilizia sanitaria. Il dirigente evidenzia una criticità sistemica nazionale: la mancanza di operatori economici e tecnici specializzati per coprire l’enorme richiesta di cantieri per ospedali e Case di comunità.Il rischio maggiore risiede nelle gare d’appalto deserte o con un unico partecipante. «Nel momento in cui rescindo un contratto, non posso passare al secondo aggiudicatario perché non c’è», spiega, precisando che in caso di inadempienza l’amministrazione è costretta a indire nuove gare, rallentando i processi nonostante le misure di accelerazione previste dal Pnrr.

Il ruolo Strategico della Regione Siciliana

Il peso specifico della Sicilia nel contesto nazionale è un altro punto focale. «Con 146 Case di Comunità programmate, contro le poche unità di regioni più piccole, l’isola rappresenta uno snodo che non può essere sostituito nel riparto delle risorse», sottolinea maisano. Questo volume di interventi deve, però, fare i conti con la crisi internazionale e il rincaro dei materiali. «La Regione ha dovuto coprire di tasca propria il 30% delle spese. A questo bisogna aggiungere il rincaro delle materie prime, causato dalla crisi russo-ucraina. Tra queste, l’acciaio, il cui costo in Sicilia è gravato da un ulteriore 8%».

Modularità e innovazione nel futuro ospedaliero

Per quanto riguarda il futuro delle strutture, la strategia è chiara: smettere di “rattoppare” edifici centenari e puntare sul nuovo. «Il Policlinico di Palermo ha appena compiuto un secolo di vita. Non è un record di cui andare fieri», commenta Maisano, spiegando che i nuovi ospedali, come quelli previsti a Siracusa o i nuovi poli pediatrici e oncologici a Palermo, saranno progettati secondo criteri di modularità e resilienza, superando la vecchia concezione dei padiglioni separati per singole patologie.

La telemedicina: assistenza sanitaria oltre le mura

L’ultima frontiera della sanità siciliana è l’integrazione di intelligenza artificiale e telemedicina. L’obiettivo è trasformare l’ospedale in un centro di cura che accompagna il paziente fino a casa, riducendo i posti letto fisici ma migliorando la qualità dell’assistenza. «Dobbiamo immaginare un ospedale con pochi posti letto al suo interno e una presenza capillare al letto del paziente nel proprio domicilio», spiega Maisano, evidenziando come la tecnologia possa prevenire accessi inutili, ridurre il rischio clinico e ottimizzare la gestione dei pazienti cronici tramite dispositivi mobili.

Mario Catalano

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