Arriva in Sicilia il Fascicolo Sanitario Elettronico: cosa cambia per il cittadino

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Sta arrivando anche in Sicilia il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), sul cui uso sono già in formazione circa 7000 medici a Palermo e 3000 a Messina, le prime due città siciliane a partire con la fase operativa del Fse 2.0.  Il bacino complessivo di medici che dovranno essere formati in tutta la Regione è di quasi 25mila professionisti, che saranno guidati nella transizione digitale dai rispettivi Ordini professionali e dalle Asp di riferimento.

Come funziona il Fascicolo Sanitario Elettronico?

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è un punto di accesso digitale alla propria storia sanitaria personale, grazie alla raccolta di dati e documenti (referti, ricette, dimissioni) in un unico luogo sicuro, gestito dalle regioni italiane. L’obiettivo è quello di consentire al cittadino e ai professionisti sanitari di consultare il percorso clinico in modo efficiente e continuo, migliorando prevenzione, diagnosi e cura. In casi di emergenza, può fornire subito delle informazioni vitali.

La digitalizzazione delle informazioni di salute cambia radicalmente l’assistenza sanitaria, perché garantisce la continuità assistenziale e riduce la frammentazione dei dati. Per i cittadini significa maggior controllo e autonomia (prenotazioni, pagamenti ticket online). Inoltre, il paziente può integrare le informazioni in autonomia e decidere quali condividere con i professionisti sanitari, mantenendo maggiore libertà nella scelta dell’assistenza. Per i medici significa poter consultare e aggiornare i dati in tempo reale su tutto il territorio nazionale, grazie all’integrazione e alla standardizzazione dei flussi informativi.

I percorsi di formazione in Sicilia

Medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali e professionisti delle strutture private autorizzate e accreditate sono destinatari di un percorso formativo strutturato, finalizzato a rendere pienamente operativo uno degli strumenti chiave della sanità digitale e a tradurne l’utilizzo in un beneficio concreto per i cittadini.

Un percorso che, per l’assessore regionale della Salute Daniela Faraoni, consente di adottare innovazioni in linea con le indicazioni europee, superando la logica della domanda e dell’offerta per orientarsi verso il governo del bisogno. Il passaggio richiederà ai sanitari di alimentare in modo responsabile i flussi informativi del Fascicolo, contribuendo alla costruzione di un patrimonio comune di dati a supporto della continuità assistenziale.

L’adozione del Fse 2.0 è stata approvata con decreto assessoriale ed il progetto è stato finanziato nell’ambito della missione 6 Salute del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). L’operatività del piano stilato è stata decretata da un protocollo sottoscritto dall’Azienda sanitaria provinciale (Asp) e dall’Ordine dei medici di Palermo, a firma del direttore sanitario Antonino Levita, in qualità di sostituto del direttore generale dell’Asp, e del presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Toti Amato, componente del direttivo nazionale Fnomceo.

Spesa prevista e piano operativo

L’investimento complessivo del progetto in Sicilia ammonta a circa 6,2 milioni di euro, ripartiti tra le nove Asp in base al numero di assistiti. Per le Asp di Palermo e Messina, le prime due province che hanno già sottoscritto i protocolli operativi con gli Omceo territorialmente competenti, l’investimento supera, rispettivamente 1,5 milioni di euro e circa 774 mila euro.

Per le altre sette Aziende sanitarie, in base alla ripartizione definita e in raccordo con gli Ordini territoriali, sono destinati oltre 524 mila euro all’Asp di Agrigento, circa 320 mila all’Asp di Caltanissetta e quasi 1,4 milioni all’Asp di Catania. All’Asp di Enna sono assegnati poco più di 202 mila euro, mentre all’Asp di Ragusa spettano circa 419 mila euro e a quella di Siracusa quasi 500 mila euro. Chiude il quadro l’Asp di Trapani con un finanziamento di oltre 537 mila euro.

Il piano operativo del protocollo firmato a Palermo definisce l’organizzazione delle attività formative, chiarendo tempi, contenuti, responsabilità e strumenti, con un’attenzione specifica allo sviluppo delle competenze digitali, considerate la leva decisiva per migliorare in modo continuo la qualità dei servizi e l’interoperabilità dei dati sanitari.

Gestione generale dell’impianto

L’impianto è articolato su due direttrici: da un lato l’aggiornamento delle competenze professionali e il rafforzamento dell’allineamento alle disposizioni regionali e nazionali sul Fse 2.0, dall’altro la diffusione di buone pratiche tra operatori sanitari con l’obiettivo di migliorare l’integrazione tra territorio, pediatria e privato convenzionato. Un elemento centrale del piano è il monitoraggio, come strumento di garanzia della performance. Le verifiche sono in itinere per controllare il rispetto del cronoprogramma, e finali per valutare risultati e ricadute.

Gli indicatori riguardano quattro ambiti: partecipazione, gradimento, apprendimento e impatto operativo, misurato attraverso l’effettivo incremento dell’uso degli strumenti digitali e i cambiamenti organizzativi. Il piano prevede una piattaforma digitale unica per la gestione dell’intero percorso formativo e una struttura organizzativa multidisciplinare.

Consapevole del passaggio strategico di grande valore, il presidente dell’Omceo di Messina Giacomo Caudo ha sottolineato che: «L’istituzione ordinistica può offrire un contributo concreto, promuovendo un’organizzazione condivisa in cui la tecnologia diventa strumento di integrazione e linguaggio comune. La qualità dei dati è decisiva per il successo del sistema».

Sonia Sabatino 

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