Sicilia: il crocevia tra lusso e ombre nella rete di Jeffrey Epstein

L'isola non è stata solo una meta di vacanze extra-lusso per il jet-set internazionale, ma rappresenta anche lo sfondo di inquietanti accuse riguardanti legami criminali che attraversano i decenni

Text with image

Each element can be added and moved around within any page effortlessly. All the features you need are just one click away.

Reading Time:4minutes

La Sicilia, con la sua bellezza millenaria e i suoi misteri irrisolti, emerge dai documenti legali e dalla corrispondenza privata di Jeffrey Epstein come un tassello ricorrente. L’isola non è stata solo una meta di vacanze extra-lusso per il jet-set internazionale, ma rappresenta anche lo sfondo di inquietanti accuse riguardanti legami criminali che attraversano i decenni. Tra le pieghe di e-mail riservate e dossier legali emerge un intreccio di sospetti che collegano l’entourage di Epstein a oscure vicende siciliane e australiane. È però fondamentale distinguere la cronaca documentale dalla verità processuale: il materiale qui analizzato – frutto di scambi privati del finanziere e di denunce di testimoni – riporta gravi accuse di complotti e attività illecite che restano, per ora, confinate nel perimetro delle ipotesi investigative, non essendo ancora state oggetto di sentenze definitive.

Le ombre del passato

Le radici di questo legame affonderebbero in un passato di violenza che precede l’ascesa finanziaria di Epstein. Secondo le deposizioni di Jacqueline Pearce, la storia familiare di Vincent Bulone, un associato della rete Epstein-Maxwell, è segnata da un omicidio avvenuto proprio in terra siciliana.Nelle carte si legge infatti che:“Vincent Bulone informed me during our relationship that his grandfather, Vincenzo Salvatore Bulone, Sicily was involved in a murder. His grandfather Vincenzo Salvatore Bulone had shot dead a man in Sicily over a woman and then fled to New York to escape conviction and to hide”.Jacqueline Pearce è un’autrice professionale australiana, residente a Kadina, sotto contratto con la casa editrice Austin Macaulay Publishers di Londra e proprietaria della società JC Innovations. All’interno dei documenti, Pearce è la figura centrale che denuncia di essere la “vittima mirata” (targeted victim) di una complessa rete criminale internazionale collegata a Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell. Sostiene di aver subito per oltre trent’anni persecuzioni, furto di proprietà intellettuale (legato al suo “Medical Business Plan”), sabotaggi della carriera e tentativi di omicidio coordinati da membri del governo e delle forze di polizia australiane.

Il“Grand Tour” della mondanità e il festival di Taormina

Negli anni 2000, la Sicilia si trasforma nel palcoscenico ideale per le pubbliche relazioni di alto livello della rete Epstein. Nell’estate del 2010, la nota Pr di Hollywood Peggy Siegal descrive con toni entusiastici un “Grand Tour” che tocca i punti nevralgici della cultura e della mondanità isolana. In una mail inviata al finanziere, la Siegal racconta:“Have had a wonderful trip.Will tell all. Went around entire island of Sicily. Schlepped on every Greek and Roman ruin. Saw a Greek tragedy in an amphitheater in Italian in Siracusa… went to Taormina Film Festival and hung with Bob DeNiro and Valentino for 2 days”.Nello stesso periodo, la Pr partecipa a un esclusivo festival del cinema a Taormina, soggiornando sulla lussuosa nave “Audacia” di Joanne e Roberto DeGuardiola.

Una tappa fissa per i collaboratori del finanziere

Tra il 2011 e il 2015, l’isola diventa una tappa fissa per i collaboratori di Epstein, che la frequentano per soggiorni prolungati o brevi transiti in yacht. Nel maggio 2011, Tancredi Marchiolo scrive da“Lipari, sicily. Back in London tomorrow, mentre nel luglio 2012 l’associata Katya Gusarova conferma di trovarsi a Capri“after Sardegna, Sicily. Monaco, St-Tropez.. as usual..”. Pochi mesi dopo, un altro contatto informa il finanziere di essere ancora sull’isola:“Actually not yet.In Sicily now. Going back tmrw.Seeing my doc on Monday”.Nel settembre 2013, Jennie Enterprise pianifica un viaggio di dieci giorni tra Roma e la Sicilia, scrivendo a Epstein:“HAPPY LABOR DAY !Dangene + I will be in Rome and Sicily for 10 days ….back beginning of October”. Anche nell’agosto 2014 Epstein riceve un messaggio che recita:“Fiamma is in Sicily but would be happy to come for a day”.

Sfide istituzionali: dalla vetta del Cervino all’Etna

Il 10 giugno 2016, la Sicilia finisce al centro di una proposta istituzionale di alto profilo. Richard Branson scrive direttamente a Epstein per invitarlo alla “Virgin Strive Challenge”, un’impresa sportiva benefica che prevedeva di raggiungere la vetta dell’Etna partendo dal Cervino utilizzando solo la forza umana.Branson descrive la tappa finale siciliana come un“Triathlon (26-30 September): 3.5km swim to Sicily, 110km mountain bike along a stunning ridge line and a half marathon to the summit of Etna”.Epstein, pur non partecipando fisicamente, segue l’evento con interesse, arrivando a offrire una donazione di 50mila dollari.

Gliultimi transiti e gli inviti nelle Eolie

Nel luglio 2017, Epstein riceve una mail:“On my plane to Moscow (flying from Sicily), great trip”.In un’altra mail, ricevuta nello stesso mese, si parla di un invito esclusivo nelle Eolie:“A girlfriend invited me to Panarea in Sicily, or maybe Camillo Caltagirone told me I could come in august”.Anche il critico gastronomico Tim Zagat viene citato nelle mail della segretaria Lesley Groff, la quale informa Epstein che l’uomo“leaves for Sicily next week”nell’ottobre 2017.

Le ombre del caso Settineri e le inchieste dell’Fbi

Accanto alla mondanità, le fonti delineano un collegamento giudiziario decisamente più oscuro legato a inchieste dell’FBI. Viene citato il caso di Roberto Settineri, descritto nei documenti come un“reputed Sicilian mafioso snagged by Ponzi schemer Scott Rothstein in an FBI sting”. Settineri, secondo le autorità, sarebbe stato un“intermediary in the US … from Palermo who has been living in Miami for a long time”con presunti legami con le famiglie Gambino e Colombo. L’uomo fu arrestato in un’operazione che coinvolse Scott Rothstein, l’avvocato protagonista di una durissima battaglia legale proprio contro Jeffrey Epstein. Questi intrecci di riciclaggio di denaro e influenze mafiose sono stati utilizzati nelle denunce di Jacqueline Pearce per sostenere l’esistenza di una rete criminale Sicilia-Australia gestita dalla cerchia di Epstein.

Mario Catalano

Ultimi Articoli