La Sicilia è la regione italiana più colpita dagli incendi nell’estate 2026, con oltre 626 km² di territorio e circa 59 km² di boschi devastati dalle fiamme, registrando i danni più gravi ad Agrigento, Messina e Palermo
La relazione ISPRA sulla stagione degli incendi boschivi del 2026 analizza l’impatto degli eventi occorsi tra l’1 gennaio e il 15 settembre, evidenziando un incremento notevole delle superfici percorse dal fuoco rispetto all’anno precedente. Il territorio nazionale ha registrato una superficie complessiva bruciata pari a 1.126,55 chilometri quadrati, segnando un aumento superiore al 40% se confrontato con la stagione del 2025. All’interno di questo scenario nazionale, che colloca il 2026 subito dopo gli anni record del 2021 e del 2023, la componente agricola e quella naturale subiscono pressioni molto forti. Un aspetto ecologico di primaria gravità riguarda le aree protette, che da sole concentrano il 30% della superficie totale percorsa da incendio in Italia, una percentuale che sale a quasi il 40% se si considerano unicamente i boschi protetti.
Il primato negativo della Sicilia nel quadro nazionale
All’interno della ripartizione territoriale, il Meridione e le Isole maggiori confermano la loro storica vulnerabilità, con la Sicilia che emerge nettamente come la regione più colpita d’Italia. La gravità della situazione nell’isola si riflette nei numeri assoluti: la superficie complessiva percorsa da incendio in Sicilia durante la stagione ha raggiunto i 626,04 chilometri quadrati, un dato impressionante che corrisponde da solo al 56% dell’intero territorio bruciato a livello nazionale. Analizzando le tipologie di copertura suolo colpite nell’isola, la parte prevalente delle superfici interessate dalle fiamme è costituita da terreni agricoli, seguiti da ampie porzioni di vegetazione arbustiva, sclerofille sempreverdi e aree boschive.
L’impatto sugli ecosistemi forestali siciliani
Restringendo l’osservazione alle sole aree forestali, la Sicilia si conferma al primo posto a livello nazionale per superficie boschiva incenerita, registrando un totale di 59,11 chilometri quadrati di boschi percorsi dal fuoco, pari a circa il 35% del totale forestale bruciato in tutta Italia. All’interno di questa superficie boschiva danneggiata nella regione, la categoria più colpita è quella delle latifoglie sempreverdi, rappresentata principalmente dalle leccete e dalla macchia mediterranea con 34,03 chilometri quadrati, seguita dalle aghifoglie sempreverdi con 16,65 chilometri quadrati e dalle latifoglie decidue con 5,44 chilometri quadrati, oltre a una quota di foreste non classificate. Nonostante l’estensione forestale colpita sia vastissima, il rapporto percentuale tra bosco bruciato e totale incendiato in Sicilia si attesta intorno al 9%, evidenziando come il fuoco nell’isola colpisca in modo massiccio anche fasce di terreni agrari e incolti.
Analisi provinciale e dettaglio delle aree colpite
La distribuzione a livello provinciale evidenzia come il fenomeno incendiario colpisca in modo particolarmente severo diverse aree del territorio siciliano. Tra le province italiane con la maggiore estensione di superficie forestale bruciata figurano infatti diverse realtà della regione: Agrigento guida la gravità locale con 14,82 chilometri quadrati di boschi colpiti, seguita da Messina con 11,50 chilometri quadrati, Palermo con 9,72 chilometri quadrati, Catania con 9,41 chilometri quadrati e Caltanissetta con 7,63 chilometri quadrati. A queste si aggiungono province come Siracusa con 2,76 chilometri quadrati, Enna con 2,59 chilometri quadrati e Trapani con 0,51 chilometri quadrati. In queste province la distruzione ha interessato in modo marcato le formazioni di sclerofille e le pinete, mettendo a dura prova la stabilità degli ecosistemi locali e la biodiversità mediterranea.
Roberto Greco