Nel 2024 il trasporto terrestre di merci in Italia conferma una fotografia chiara: la strada resta di gran lunga la modalità dominante, mentre la ferrovia mantiene un ruolo strategico ma minoritario. È quanto emerge dallaStatistica Focusdell’Istat “Il trasporto di merci su strada e su ferrovia – Anno 2024”, diffusa il 20 febbraio 2026.
Oltre 1,2 miliardi di tonnellate movimentate
Nel complesso, nel 2024 sono state movimentate 1.205,1 milioni di tonnellate di merci: il 92,1% su strada e appena il 7,9% su ferrovia. Anche in termini di tonnellate-chilometro, che misurano l’intensità del trasporto in relazione alle distanze percorse, la gomma rappresenta l’86,9% del totale.
Il trasporto ferroviario ha movimentato 94,6 milioni di tonnellate per 22,9 miliardi di tonnellate-chilometro, sostanzialmente stabile rispetto al 2023. Il trasporto su strada, invece, ha raggiunto 1.110,5 milioni di tonnellate e 152,7 miliardi di tonnellate-chilometro, con un incremento del +5,2% su base annua.
Dieci anni di crescita: la strada corre più del doppio
Nel medio periodo il divario si amplia. Tra il 2014 e il 2024 il trasporto ferroviario è cresciuto del 13,8% in termini di tonnellate-chilometro (da 20,2 a 22,9 miliardi), mentre quello su strada ha registrato un +29,6% (da 117,8 a 152,7 miliardi).
Una dinamica che pone interrogativi rispetto agli obiettivi europei del Green Deal, che prevedono lo spostamento entro il 2030 di almeno il 30% del traffico merci oltre i 300 km dalla strada al ferro o alle vie navigabili.
Italia quarta in Europa per il ferro, quinta per la gomma
Nel confronto Ue27, l’Italia consolida il quarto posto per il trasporto ferroviario merci (6,1% del totale europeo in tonnellate-chilometro), dietro Germania, Polonia e Francia. Sul fronte stradale, i vettori italiani rappresentano l’8,2% del totale Ue, collocandosi al quinto posto.
Il dato ferroviario appare significativo se si considera la diversa densità infrastrutturale rispetto ai principali competitor europei, ma resta evidente la centralità strutturale del trasporto su gomma nel sistema logistico nazionale.
Nord locomotiva dei flussi
La geografia dei trasporti conferma una forte polarizzazione nel Nord Italia, dove si concentra oltre il 56% del Pil nazionale. Circa l’82% delle merci ferroviarie interne ha origine nel Nord mentre, su strada, il 68,2% delle merci proviene dalle regioni settentrionali.
I principali corridoi stradali interni sono tutti settentrionali: Lombardia–Emilia-Romagna (oltre 21,5 milioni di tonnellate), Piemonte–Lombardia (20,6 milioni), Veneto–Lombardia (19,3 milioni). La Toscana è l’unica regione non settentrionale con flussi di rilievo tra i primi venti.
Il Mezzogiorno, al contrario, evidenzia quote ridotte soprattutto nel trasporto ferroviario interno, riflettendo un divario infrastrutturale che il PNRR, in particolare la Missione 3, punta a colmare.
Intermodalità in crescita, ma con oscillazioni
Un segnale di trasformazione arriva dal trasporto intermodale ferro-strada. Nel 2024 rappresenta il 59,2% delle tonnellate complessive trasportate su ferro, contro il 45,8% del 2004.
I container e le casse mobili restano predominanti (circa 42 milioni di tonnellate), ma cresce il peso dei semirimorchi non accompagnati, segnale di una maggiore integrazione logistica.
Esternalizzazione e filiere logistiche
Sul fronte stradale prosegue la tendenza all’esternalizzazione: nel 2024 l’87% delle tonnellate è trasportato da imprese in conto terzi. Dal 2006 al 2024 la quota del conto proprio è scesa dal 10,1% al 4,6% in termini di tonnellate-chilometro.
Un cambiamento strutturale che riflette la crescente integrazione delle filiere e il ricorso a operatori logistici specializzati.
Le merci: ferro concentrato, strada più diversificata
Il trasporto ferroviario è fortemente concentrato: il gruppo “merci non individuabili” (che include container e casse mobili) rappresenta il 59% delle tonnellate su ferro. Seguono metalli (12,7%) e prodotti agricoli (7,4%).
Su strada, invece, il quadro è più eterogeneo: prevalgono prodotti alimentari, bevande e tabacchi (14,1% delle tonnellate), seguiti da materiali da costruzione e rifiuti urbani (10,2%).
In sintesi, il 2024 conferma un sistema logistico italiano ancora fortemente sbilanciato sulla gomma. La ferrovia mantiene un ruolo solido e cresce nell’intermodalità, ma non accelera al ritmo necessario per centrare i target europei di decarbonizzazione. La partita si gioca ora sugli investimenti infrastrutturali, sull’efficienza dei nodi logistici e sulla capacità di integrare davvero le reti territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno.
Sonia Sabatino