Ustica, addio al silenzio: documenti inediti dalla Francia per la verità sul DC-9

Svolta storica sulla strage di Ustica: la Francia apre alla collaborazione trasmettendo documenti inediti. La Procura di Roma si avvia a ritirare la richiesta di archiviazione, riaprendo le speranze di giustizia per le vittime

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Il velo di silenzio e gli ostacoli diplomatici che per decenni hanno avvolto uno dei capitoli più dolorosi della storia repubblicana italiana sembrano improvvisamente lacerarsi. La Francia ha ufficialmente manifestato la propria disponibilità a collaborare con le autorità giudiziarie italiane, trasmettendo la documentazione inedita custodita nei propri archivi e relativa al disastro aereo del 27 giugno 1980. Una svolta diplomatica di portata straordinaria che si riverbera immediatamente a Piazzale Clodio, dove la Procura di Roma è orientata a ritirare la richiesta di archiviazione sui fascicoli aperti contro ignoti, rimettendo in moto un’inchiesta che molti consideravano ormai vicina alla parola fine.

La nota di Parigi e l’apertura degli archivi transalpini

Il cambio di rotta prende le mosse da una nota ufficiale attraverso la quale Parigi ha formalizzato l’intenzione di venire incontro alle istanze italiane. Per anni, le rogatorie internazionali avanzate dai magistrati italiani erano rimaste inevase o prive di riscontri concreti, alimentando il muro di gomma intorno alla dinamica dell’abbattimento del DC-9 dell’Itavia nei cieli di Ustica, costato la vita a ottantuno persone. Il materiale ora pronto al trasferimento copre un ampio arco temporale, estendendosi fino ai primi anni Novanta. Questa massa documentale promette di gettar luce su scenari operativi, traffici e rotte radar che potrebbero finalmente incastrare i tasselli mancanti di un mosaico rimasto incompleto per quarantasei anni.

Il dietrofront della Procura di Roma e la mossa del governo

Di fronte all’apertura transalpina, i magistrati romani si preparano a compiere un atto formale di grande rilievo in vista dell’udienza fissata dal giudice per le indagini preliminari. I due fascicoli principali, riunificati e aperti rispettivamente nel 2008 e nel 2022 contro ignoti, non saranno chiusi. La determinazione della Procura di Roma a fare un passo indietro sulla richiesta di archiviazione risponde non solo alla nuova cooperazione internazionale, ma suggella anche la pressione istituzionale esercitata negli ultimi tempi. L’intervento del governo italiano, che si era formalmente opposto all’archiviazione su impulso dell’Avvocatura dello Stato e in sintonia con le richieste dei familiari, ha impresso una svolta politica e giuridica determinante.

La voce dei familiari e la tenacia dell’Associazione dei familiari

Al di là dei tecnicismi giudiziari e delle note diplomatiche, a prevalere è l’emozione mista a cauta fiducia di chi non ha mai smesso di lottare. Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, ha accolto la notizia con lo spirito di chi ha percorso una maratona giudiziaria lunghissima e disseminata di delusioni. Pur definendo la mossa della Procura «insolita e irrituale» nella sua tempistica, Bonfietti ha ribadito come la tenacia dei parenti e il supporto attivo delle istituzioni abbiano impedito che calasse definitivamente il buio sulla verità. Bologna e il Museo per la Memoria di Ustica restano il faro morale di questa battaglia civile, pronti a sostenere ogni ulteriore passo volto a restituire giustizia e dignità alle ottantuno vittime di quella notte d’estate.

Roberto Greco