Il fiuto della legalità: Cosmo e i guardiani a quattro zampe dell’aeroporto di Palermo (video)

L'altroparlante ha trascorso un giorno all’aeroporto "Falcone e Borsellino" di Punta Raisi con le unità cinofile della Guardia di Finanza

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All’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi, la sicurezza non passa solo attraverso metal detector e scanner ai raggi X, ma si affida al fiuto infallibile delle unità cinofile della Guardia di finanza. Con quattro unità specializzate stabilmente in servizio, di cui tre antidroga e un “cash dog” antivaluta, lo scalo palermitano si conferma un presidio di frontiera fondamentale dove il legame tra uomo e animale diventa un’arma insostituibile contro i traffici illeciti.

Il binomio perfetto: l’incontro tra Cosmo e il suo conduttore

Tra le file dei finanzieri a quattro zampe che presidiano l’aeroporto di Palermo, spicca la figura di Cosmo, un pastore tedesco di quasi sette anni, che rappresenta l’eccellenza del servizio cinofili della Guardia di finanza. Il suo lavoro non è una semplice routine, ma il risultato di un legame simbiotico con il suo conduttore, un binomio che si è formato e consolidato nel tempo attraverso un percorso di addestramento rigoroso. «Appartengo al servizio cinofili della Guardia di finanza e il mio cane si chiama Cosmo», spiega con orgoglio il suo conduttore, l’appuntato Emanuele Di Stasio, delineando i tratti di una carriera dedicata alla sicurezza. Il percorso per diventare una “fiamma gialla” a quattro zampe non è immediato: tutto inizia al centro di addestramento di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, dove i militari frequentano un corso specialistico della durata di sei mesi. È un periodo di studio e affiatamento in cui il cane, generalmente intorno ai 10-11 mesi di vita, inizia l’addestramento specifico insieme a colui che diventerà il suo compagno di vita e di servizio. Non tutti i cani sono adatti a questo compito; la selezione è severissima e punta a individuare soggetti con specifiche caratteristiche caratteriali.

Il gioco come missione: sfatare il mito della droga

Uno degli aspetti più delicati e spesso fraintesi del lavoro delle unità cinofile riguarda le modalità di addestramento. Esiste un “falso mito” che Stasio tiene a smentire con forza: l’idea che i cani vengano drogati per essere indotti a cercare le sostanze stupefacenti. La realtà è diametralmente opposta e si fonda sulla psicologia ludica dell’animale. «Il cane non viene drogato per cercare lo stupefacente, ma per lui è tutto un gioco», chiarisce l’operatore. Che si tratti di ispezionare mezzi, appartamenti, persone o i migliaia di bagagli che transitano quotidianamente a Punta Raisi, la motivazione di Cosmo e dei suoi colleghi è sempre la stessa: la ricerca di un premio. Quando Cosmo individua una sostanza, che si tratti di “sostanze leggere” o “sostanze pesanti”, riceve la sua gratificazione più grande: «Viene premiato con una pallina». Questo semplice oggetto rappresenta il fulcro di tutta l’attività operativa. Il momento del gioco, che segue la segnalazione positiva, è descritto come la parte più importante per l’unità cinofila, un istante in cui «il cane si fida del proprio conduttore e esprime tutta la sua gioia con questo gioco semplice». È in questa dinamica di fiducia e divertimento che risiede l’efficacia del servizio.

Operatività senza sosta: dai terminal alle perquisizioni domiciliari

L’attività delle unità cinofile a Punta Raisi è incessante e si adatta ai ritmi frenetici dello scalo aeroportuale. I controlli vengono effettuati su vari fronti, sia durante i picchi di flusso dei passeggeri sia in momenti di relativa calma, coprendo sistematicamente sia gli arrivi che le partenze. La strategia operativa non è casuale. Il personale della Guardia di finanza tende ad «attenzionare rotte più critiche e più a rischio», utilizzando il fiuto dei cani come filtro dinamico per intercettare possibili corrieri. Ma il raggio d’azione di Cosmo e dei suoi colleghi si estende ben oltre i confini aeroportuali. Le unità cinofile operano infatti anche all’esterno, partecipando attivamente ad operazioni di polizia giudiziaria. In questi contesti, la capacità del cane di ispezionare rapidamente e con precisione ambienti complessi si rivela determinante per il ritrovamento di carichi occulti di stupefacenti.

Un team specializzato: non solo antidroga

Sebbene il contrasto al narcotraffico rimanga una priorità, il dispositivo messo in campo dalla Guardia di finanza a Palermo è diversificato per rispondere a molteplici minacce. Presso lo scalo di Punta Raisi operano in totale quattro unità cinofile: tre sono specializzate come antidroga, mentre la quarta è un cosiddetto “cash dog”, ovvero un’unità antivaluta. Questi cani sono addestrati per fiutare l’inchiostro delle banconote e sono strumenti essenziali per contrastare il traffico illecito di capitali e il riciclaggio. La formazione di queste eccellenze avviene sempre nei centri specializzati della Guardia di finanza, dove vengono preparati cani per diverse necessità operative: oltre all’antidroga e all’antivaluta, il Corpo dispone di unità per la ricerca di persone disperse in montagna e per il contrasto al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. «I risultati sono notevoli agli occhi di tutti», viene sottolineato, ricordando i numerosi apprezzamenti che le unità cinofile italiane ricevono sia a livello nazionale che internazionale per l’efficacia dei loro interventi. L’aeroporto di Palermo, in particolare, è considerato uno degli scali italiani dove la Guardia di finanza schiera un numero significativo di queste risorse, a testimonianza della criticità e dell’importanza strategica del sito.

Le razze dell’eccellenza: perché pastori e labrador

La scelta delle razze non è lasciata al caso. Per ottenere le prestazioni migliori in contesti operativi stressanti come un aeroporto internazionale, la Guardia di finanza punta su tre razze principali, ritenute le «più performanti» per questo tipo di compiti: il Pastore Tedesco, il Pastore Belga e il Labrador. Queste razze offrono il mix ideale di intelligenza, resistenza fisica e, soprattutto, quell’istinto predatorio che, se correttamente canalizzato attraverso l’addestramento, si trasforma in una capacità di ricerca quasi infallibile. Cosmo, con i suoi sette anni di esperienza come pastore tedesco, è l’esempio vivente di come la natura e l’addestramento possano collaborare per la tutela della legalità. In una giornata tipo a Punta Raisi, tra il rumore dei motori degli aerei e il viavai dei viaggiatori, la presenza discreta ma attenta di queste unità cinofile rappresenta un pilastro della sicurezza. Dietro ogni segnalazione di Cosmo c’è un mondo fatto di gioco, fiducia reciproca con il conduttore e un addestramento costante, che trasforma ogni turno di servizio in una missione silenziosa contro l’illegalità. Con questo terzo approfondimento si conclude il viaggio all’interno delle attività della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli a Palermo, un racconto che ha messo in luce l’impegno quotidiano di uomini, donne e animali a difesa dei cittadini e delle cittadine e delle istituzioni.

Mario Catalano

Leggi la prima parte “In prima linea al Falcone-Borsellino: il dietro le quinte della sicurezza aeroportuale (video)”

Leggi la seconda parte “Tra le pieghe del bagaglio: storie di frontiera all’ombra dei voli internazionali (video)”