Produrre vino su un’isola vulcanica significa confrontarsi ogni giorno con una natura tanto affascinante quanto impegnativa. A Salina, nel cuore delle Eolie, la viticoltura continua a essere una sfida quotidiana, fatta di sacrifici, lavoro manuale e resilienza. A raccontarlo è Daniela Virgona, che porta avanti insieme alla sua famiglia una tradizione vitivinicola giunta ormai alla quarta generazione.
«È veramente un lavoro eroico – afferma Daniela Virgona -. Questa è un’espressione che descrive perfettamente il lavoro svolto nei vigneti eoliani, dove la conformazione del territorio rende spesso impossibile l’utilizzo di mezzi meccanici». Gran parte delle lavorazioni viene ancora effettuata a mano, con tempi più lunghi e costi decisamente superiori rispetto alle aziende della terraferma. A rendere ancora più impegnativa la produzione è la difficoltà nel reperire manodopera specializzata, una criticità che accomuna molte aziende agricole delle isole minori.
L’emergenza acqua
Tra le problematiche più sentite c’è quella della disponibilità idrica. «Noi non abbiamo irrigazione perché qui non c’è acqua – spiega Daniela Virgona -. Proprio la scarsità di acqua rappresenta una delle principali sfide per l’agricoltura nelle Eolie. Le isole dispongono di risorse idriche limitate e l’approvvigionamento di acqua potabile dipende in larga parte dall’arrivo delle navi cisterna e da sistemi di distribuzione che comportano costi elevati».
In queste condizioni, destinare acqua all’irrigazione è estremamente difficile e le vigne devono affidarsi quasi esclusivamente alle piogge stagionali e alla naturale capacità della vite di adattarsi a un ambiente sempre più segnato dalla siccità e dai cambiamenti climatici. Produrre vino in questo contesto significa quindi affrontare ogni stagione con l’incognita delle condizioni meteorologiche e con la consapevolezza che ogni raccolto è il risultato di un delicato equilibrio tra uomo e natura.
La forza della passione
Nonostante le difficoltà, la motivazione non è mai venuta meno. «Chi fa questo lavoro, la terra è tutta passione, perché se lo fai solo per spirito di lavoro o di commercio non porterai buoni frutti», racconta Daniela Virgona. Parole che sintetizzano una filosofia condivisa da molte realtà agricole delle Eolie, dove il valore economico della produzione è spesso accompagnato da un forte senso di appartenenza al territorio e dal desiderio di conservarne le tradizioni.
Quella passione continua oggi anche grazie alle nuove generazioni. L’azienda è arrivata infatti alla quarta generazione della famiglia Virgona, un percorso che testimonia la volontà di dare continuità a una storia costruita negli anni. «I risultati e i frutti ci sono, quindi devo dire che siamo molto contenti» afferma ancora Daniela. Proprio grazia alla loro tenacia e agli ottimi risultati raggiunti l’Azienda Agricola Virgona è entrata a far parte delle imprese sostenute da “Brand Eolie”, marchio nato con l’obiettivo di promuovere l’arcipelago eoliano non soltanto a livello paesaggistico e culturale, ma anche enogastronomico.
Una produzione di nicchia che guarda al mondo
Pur mantenendo una produzione limitata, i vini dell’azienda hanno saputo conquistare anche i mercati internazionali. «Esportiamo in America, in Australia, ma anche in Germania e in Francia – spiega Daniela Virgona -.Accanto alla vendita diretta, oggi è presente anche un canale online, pur mantenendo una filosofia produttiva orientata alla qualità più che ai grandi numeri».
Le soddisfazioni più grandi arrivano però quando il lavoro svolto tra i filari di Salina viene riconosciuto ben oltre i confini dell’isola. «Quando un turista arriva e mi dice: “Ti ho conosciuto in un’enoteca a Londra”, quella è una soddisfazione». È il segno che dietro una bottiglia di Malvasia o di un vino eoliano non c’è soltanto un prodotto, ma il racconto di un territorio unico.
Sonia Sabatino