L’agricoltura rappresenta il cuore pulsante dell’economia e dell’identità della Sicilia, una regione che, grazie al suo clima caratterizzato da temperature elevate, si conferma leader nella produzione di eccellenze che finiscono quotidianamente sulle tavole nazionali e internazionali. Tuttavia, la qualità del “brand” Sicilia non si misura solo attraverso il sapore o la tradizione, ma anche e soprattutto attraverso il rigore dei controlli ufficiali che garantiscono la sicurezza dei consumatori rispetto alla presenza di residui di prodotti fitosanitari negli alimenti. La recente relazione del ministero della Salute relativa all’anno 2022 offre uno spaccato dettagliato su come la macchina della vigilanza operi nel Mezzogiorno e, nello specifico, nell’Isola.
L’IZS della Sicilia: una sentinella di qualità
Il primo pilastro della sicurezza alimentare siciliana è rappresentato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) della Sicilia. Questo laboratorio costituisce il braccio operativo della Regione per le analisi chimiche sui campioni prelevati sul territorio. La garanzia di imparzialità e accuratezza tecnica dell’IZS siciliano è certificata dall’ente nazionale Accredia, che ha accreditato la struttura a partire dall’8 luglio 1999. Oltre al formale accreditamento, l’efficacia dei laboratori siciliani viene testata attraverso i cosiddetti proficiency test (PT) a livello europeo. Nel corso del 2022, l’IZS della Sicilia ha partecipato con successo a programmi di valutazione della qualità analitica di altissimo profilo: l’EUPT-CF16 per il controllo dei residui nei cereali, l’EUPT AO-17 per i prodotti di origine animale e l’EUPT-FV24 per frutta e verdura. Questa partecipazione assicura che le analisi condotte in Sicilia siano allineate agli standard europei, permettendo di identificare con precisione anche minime tracce di pesticidi.
La programmazione dei controlli: tra produzione e consumo
Un aspetto cruciale evidenziato dal rapporto riguarda le modalità con cui vengono decisi i campionamenti nell’Isola. La ripartizione del numero di campioni da prelevare in Sicilia non è casuale, ma viene calcolata proporzionalmente ai dati regionali relativi alla produzione e al consumo di determinati alimenti. Questo significa che, essendo la Sicilia una terra d’elezione per agrumi e cereali, la pressione del monitoraggio su queste filiere è particolarmente elevata. Il Piano nazionale residui (Pan) prevede che le Regioni e le Province Autonome effettuino controlli capillari su ortaggi, frutta, cereali, vino e oli, ma anche su prodotti di origine animale come carne, latte, uova e pesce. Per la Sicilia, il rapporto sottolinea come il clima “molto caldo” favorisca produzioni massicce di arance, limoni e cereali, rendendo queste colture prioritarie per la vigilanza fitosanitaria.
I numeri del controllo: una garanzia per il consumatore
A livello nazionale, il 2022 ha visto il prelievo di ben 8.405 campioni totali. Di questi, la stragrande maggioranza (8.329) è stata prelevata dalle autorità sanitarie locali sul territorio, mentre una quota minore riguarda i controlli all’importazione. I risultati complessivi sono rassicuranti per il consumatore siciliano: il 65,6% dei campioni analizzati è risultato completamente privo di residui di pesticidi. Il 33,9% presentava residui entro i limiti massimi di legge (LMR), mentre solo lo 0,5% (40 campioni su oltre 8mila) è risultato irregolare. In Sicilia, la vigilanza si inserisce in questo contesto di alta conformità. È interessante notare come tutti i campioni di alimenti destinati all’infanzia (baby food) analizzati a livello nazionale siano risultati conformi alle normative vigenti, garantendo la massima protezione per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Focus sui prodotti: le non conformità sotto esame
Sebbene il rapporto presenti spesso i dati in forma aggregata, l’analisi delle non conformità offre indicazioni preziose sui rischi emergenti per prodotti tipici della dieta mediterranea e siciliana. Tra i campioni irregolari rilevati nel 2022 figurano alimenti di grande consumo nell’Isola: pomodori e derivati: Sono stati riscontrati casi di non conformità per Chlorfenapyr (4 casi), Azoxystrobin (nella purea) e Chlorpyrifos nei pomodori secchi; cereali: il frumento ha fatto registrare irregolarità dovute a Chlorpyrifos e Difenoconazole; ortaggi tipici: melanzane (irregolari per Dicloran), bietole (Acetamiprid), cardi e zucchine (Procymidone); frutta: ciliegie (irregolari per Dimethoate e Spiroxamine), pesche (Imidacloprid) e uva. Un dato di rilievo per il commercio regionale è la presenza di irregolarità in prodotti di importazione o trasformati, come i datteri (processati e non) per residui di Imidacloprid o le foglie di vite in scatola. Questi risultati sottolineano l’importanza dei controlli frontalieri e della checklist rigorosa che gli ispettori siciliani devono seguire durante i prelievi.
Olio e vino: i fattori di processo
Per prodotti simbolo della Sicilia come l’olio d’oliva e il vino, il Ministero utilizza specifici “fattori di processo” per calcolare la conformità dei residui. Per l’olio, il fattore applicato è pari a 5, mentre per il vino è pari a 1. Questi parametri sono essenziali per i laboratori siciliani per determinare se un pesticida trovato nel prodotto finito derivi da una contaminazione eccessiva della materia prima RAC (Raw Agricultural Commodity). Nel 2022, olio e vino hanno rappresentato il 12,5% del totale dei campionamenti nazionali, a dimostrazione dell’attenzione verso queste filiere.
Tutela e sanzioni: oltre l’analisi
Il controllo non si ferma al laboratorio. Quando l’IZS della Sicilia rileva un campione non conforme, scattano misure correttive immediate. Nel 2022, a livello nazionale, le irregolarità hanno portato a 7 sanzioni amministrative, 2 allerte rapide, il sequestro e la distruzione di lotti e, in alcuni casi, indagini di follow-up per l’uso di sostanze non approvate nel territorio europeo.
Un’agricoltura protetta
In conclusione, l’approfondimento ministeriale conferma che il sistema di controllo in Sicilia è solido e allineato ai più alti parametri di qualità europei. La bassa percentuale di campioni irregolari (0,5%) testimonia l’efficacia della prevenzione e la responsabilità dei produttori locali. Per i cittadini siciliani, sapere che l’IZS regionale partecipa ai test di competenza europei e che i campionamenti seguono le reali abitudini di consumo dell’Isola è una garanzia di trasparenza. L’agricoltura siciliana, baciata dal sole e monitorata dalla scienza, si conferma non solo un patrimonio di gusto, ma anche un modello di sicurezza.
Mario Catalano